Arrivo a Rishikesh in mattinata. Gli ultimi 30 Km li percorro in un risho` condiviso pieno di gente. Siedo accanto al conducente il quale guida indifferentemente in entrambe le corsie shivando vacche passanti e d altri risho`. Sono seduto meta` dentro e meta` fuori e chiedo al conducente di guidare con prudenza ma lui, indicando un`imagine di Rama incorniciata di fiori davanti a lui, mi dice che non c`e` niente da temere, tanto Rama ci protegge, e comincia subito a canticchiare qualche preghiera in suo onore.
“AH! Allora sono a posto, scusa se ho dubitato.”
Rishikesh, lungo il Gange, vicino alle sue sorgenti, ai piedi dell`Himalaya, e` una citta` sacra e vanta una storia molto antica. La leggenda vuole che , in tempi precedenti la nascita dell`induismo I rishi, gli antichi mistici dell`India, si riunissero qui per sviluppare le loro discipline esoteriche, per meditare e per rendere omaggio agli dei. Col tempo divenne un luogo di passaggio per I numerosi pellegrini in viaggio verso I luoghisacri dell`Himalaya e nacquero numerosi ashram pronti ad accoglierli. Negli ashram si poteva stare anche per lunghi periodi e I pellegrini pagavano la loro permanenza lavorando e pregando.
Dopo gli anni sessanta il luogo divenne un famoso punto di ritrovo per I giovani hippy occidentali, tanto che gli stessi Beatles vi si recarono. Da allora Rishikesh e` cambiata moltissimo trasformandosi oggi nel principale centro di riferimento indiano della cultura new age. Molti nuovi ashram sono nati accanto ai vecchi, somiglianti piu` a moderni alberghi che a centri di accoglienza per pellegrini nullatenenti, e non si sente piu` l`atmosfera dip unto di passaggio quanto di punto d`arrivo, di meta per coloro che desiderano apprendere la disciplina dello yoga e non solo.
Trovo che non ci sia niente di male nel frequentare corsi di yoga e di studiare I principi della medicina ayurvedica, discipline interessanti che, se rilette in chiave non necessariamente mistica possono rivelarsi utilissimi strumenti per completare e migliorare le conoscenza mediche occidentali e non solo. Io stesso mi iscrivo ad un corso di massaggi che seguo per due settimane. Purtroppo il turismo di massa attratto da queste iniziative ha ovviamente I suoi effetti collaterali, primo dei quaili e` la nascita del business della spiritualita`.
Sono molti i corsi che giocano su promesse di accedere facilmente , magari con un corso settimanale, alle porte della santita`, e suonano piu` o meno cosi`: “Learn how to awake Kundalini. Tantra, Yoga, Ashtanga Yoga, Kundalini yoga, daily classes for a week.”
Il serpente Kundalini, simbolo appartenente all`esoterismo tantrico, rappresenta la meta ultima della realizzazione spirituale. Risvegliandolo, con varie tecniche d`estasi, l`individuo accede al divino provando la piu` grande estasi che sia concessa agli uomini e accedendo alla santita`. Tali corsi si tengono spesso in opulenti “ashram” e l`ambiente in cui si svolgono somiglia un po` a quello delle nostrane palestre. Se lo stesso fenomeno si verificasse in Occidente, per esempio in Italia, magari ad Assisi, suonerebbe piu` o meno cosi`: “ Acquisisci anche tu poteri divini con la ginnastica di S.Francesco. Tutti I giorni per una settimana alla workout di Assisi.”
E` un po` triste ma e` il prezzo da pagare.
Dopo gli anni sessanta settanta c`e` pero` stata una seconda ondata di turismo di massa, negli anni ottanta novanta fino ad oggi I cui effetti cominciano adesso a farsi sentire. Un turismo meno mistico e maggiormente attratto dai cosiddetti sport estremi. E` pieno infatti di europei e nord americani, probabilmente stanchi della Svizzera che si recano in Asia e si divertono a percorrerne in canoa i fiumi sacri, come se fossero in un parco giochi. E non e` affatto bello da vedere all`ora del tramonto schiere di canottari che vogano sul Gange schiamazzando e disturbando I canti religiosi serali che echeggiano in tutto il paese.
L`aspetto piu` interessante e` l`apprezzamento dei giovani indiani verso questi nuovi venuti. Si perche` l`atteggiamento delle nuove generazioni indiane e` duplice nei confronti degli occidentali: da una parte ci guardano con ammirazionedesiderosi di imitarci ed essere come noi; I giovani indiani piu` benestanti hanno cominciato ad ossigenarsi I capelli e ad ascoltare una musichetta pop molto simile alla disco pop primi anni novanta che si sentiva da noi (vi ricordate the summer is magic?). Dall`altra c`e` ancora un grande attaccamente alle tradizioni e lo si nota soprattutto nelle piccolo cose.
Giorni fa mi ero incamminato verso un tempio tra le colline ed ho incontrato una famiglia indiana che non parlava inglese. Mi ha guidato per tutto il pomeriggio fino al tempio di Shiva mostrandomi come ci si comporta, con una gentilezza che non ho riscontrato tra gli indiani anglofoni. E non e` difficile essere invitati a prendere il chai con loro per mezzo pomeriggio, nelle loro case che mostrano orgogliosi.
In fondo Rishikesh, una volta superato l`impatto con la facciata piu` turistica e` un posto davvero piacevole, e se vi capita di passarci recatevi all`ora del tramonto sulla terrazzo di qualche ristorantino economico nella sponda orientale del Gange, vicino ad un ponte chiamato Rahmjula. Lo spettacolo della luce rosa e dorata del sole che risplende sul Gange e sulle colline circostanti accompagnato dai canti religiosi serali che risuonano per le strade, senza che riusciate a trovarne l`origine e` qualcosa che vi rimarra` nel cuore molto di piu` di qualsiasi corso di yoga.
Concludendo credo che l`India di oggi si trovi di fronte ad una grossa sfida. Da una parte c`e` per gli indiani l`esigenza di diventare un paese moderno, che non vuole avere niente da invidiare all`America del nord o all`Europa, sintomatico e` il rifiuto degli aiuti USA per la ricostruzione dei paesi distrutti dallo Tzunami; dall`altra c`e` il mondo delle tradizioni, che l`India non vuole giustamente abbandonare, pena il pericolo di cadere in un vuoto ideologico e in una crisi di identita`.
La crescita di questo paese infatti procede con un ritmo davvero vertiginoso. Delhi contava sette anni fa 10 milioni di abitanti, oggi ne conta quasi tredici, diciassette con i territori circostanti. C`e` il boom economico e si respire dovunque il concetto dell`”affare”. La gente scappa dale campagne per cercare fortuna in citta` e chi non ci riesce va ad ingigantire le gia` consistenti baraccopoli. Sembra che il progresso rapido anziche` creare una societa` piu` vivibile incrementi piuttosto le differenze sociali.
E chissa` se tra un centinaio o una cinquantina d`anni qualche giovane indiano benestante intellettuale, mantenuto dai genitori e stanco della societa` frenetica in cui si trova non vada a cercare se’ stesso in qualche monastero francescano dell`Appennino toscano…
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/Rishikesh
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NewDelhi
Beccative anche `ste foto to`
“AH! Allora sono a posto, scusa se ho dubitato.”
Rishikesh, lungo il Gange, vicino alle sue sorgenti, ai piedi dell`Himalaya, e` una citta` sacra e vanta una storia molto antica. La leggenda vuole che , in tempi precedenti la nascita dell`induismo I rishi, gli antichi mistici dell`India, si riunissero qui per sviluppare le loro discipline esoteriche, per meditare e per rendere omaggio agli dei. Col tempo divenne un luogo di passaggio per I numerosi pellegrini in viaggio verso I luoghisacri dell`Himalaya e nacquero numerosi ashram pronti ad accoglierli. Negli ashram si poteva stare anche per lunghi periodi e I pellegrini pagavano la loro permanenza lavorando e pregando.
Dopo gli anni sessanta il luogo divenne un famoso punto di ritrovo per I giovani hippy occidentali, tanto che gli stessi Beatles vi si recarono. Da allora Rishikesh e` cambiata moltissimo trasformandosi oggi nel principale centro di riferimento indiano della cultura new age. Molti nuovi ashram sono nati accanto ai vecchi, somiglianti piu` a moderni alberghi che a centri di accoglienza per pellegrini nullatenenti, e non si sente piu` l`atmosfera dip unto di passaggio quanto di punto d`arrivo, di meta per coloro che desiderano apprendere la disciplina dello yoga e non solo.
Trovo che non ci sia niente di male nel frequentare corsi di yoga e di studiare I principi della medicina ayurvedica, discipline interessanti che, se rilette in chiave non necessariamente mistica possono rivelarsi utilissimi strumenti per completare e migliorare le conoscenza mediche occidentali e non solo. Io stesso mi iscrivo ad un corso di massaggi che seguo per due settimane. Purtroppo il turismo di massa attratto da queste iniziative ha ovviamente I suoi effetti collaterali, primo dei quaili e` la nascita del business della spiritualita`.
Sono molti i corsi che giocano su promesse di accedere facilmente , magari con un corso settimanale, alle porte della santita`, e suonano piu` o meno cosi`: “Learn how to awake Kundalini. Tantra, Yoga, Ashtanga Yoga, Kundalini yoga, daily classes for a week.”
Il serpente Kundalini, simbolo appartenente all`esoterismo tantrico, rappresenta la meta ultima della realizzazione spirituale. Risvegliandolo, con varie tecniche d`estasi, l`individuo accede al divino provando la piu` grande estasi che sia concessa agli uomini e accedendo alla santita`. Tali corsi si tengono spesso in opulenti “ashram” e l`ambiente in cui si svolgono somiglia un po` a quello delle nostrane palestre. Se lo stesso fenomeno si verificasse in Occidente, per esempio in Italia, magari ad Assisi, suonerebbe piu` o meno cosi`: “ Acquisisci anche tu poteri divini con la ginnastica di S.Francesco. Tutti I giorni per una settimana alla workout di Assisi.”
E` un po` triste ma e` il prezzo da pagare.
Dopo gli anni sessanta settanta c`e` pero` stata una seconda ondata di turismo di massa, negli anni ottanta novanta fino ad oggi I cui effetti cominciano adesso a farsi sentire. Un turismo meno mistico e maggiormente attratto dai cosiddetti sport estremi. E` pieno infatti di europei e nord americani, probabilmente stanchi della Svizzera che si recano in Asia e si divertono a percorrerne in canoa i fiumi sacri, come se fossero in un parco giochi. E non e` affatto bello da vedere all`ora del tramonto schiere di canottari che vogano sul Gange schiamazzando e disturbando I canti religiosi serali che echeggiano in tutto il paese.
L`aspetto piu` interessante e` l`apprezzamento dei giovani indiani verso questi nuovi venuti. Si perche` l`atteggiamento delle nuove generazioni indiane e` duplice nei confronti degli occidentali: da una parte ci guardano con ammirazionedesiderosi di imitarci ed essere come noi; I giovani indiani piu` benestanti hanno cominciato ad ossigenarsi I capelli e ad ascoltare una musichetta pop molto simile alla disco pop primi anni novanta che si sentiva da noi (vi ricordate the summer is magic?). Dall`altra c`e` ancora un grande attaccamente alle tradizioni e lo si nota soprattutto nelle piccolo cose.
Giorni fa mi ero incamminato verso un tempio tra le colline ed ho incontrato una famiglia indiana che non parlava inglese. Mi ha guidato per tutto il pomeriggio fino al tempio di Shiva mostrandomi come ci si comporta, con una gentilezza che non ho riscontrato tra gli indiani anglofoni. E non e` difficile essere invitati a prendere il chai con loro per mezzo pomeriggio, nelle loro case che mostrano orgogliosi.
In fondo Rishikesh, una volta superato l`impatto con la facciata piu` turistica e` un posto davvero piacevole, e se vi capita di passarci recatevi all`ora del tramonto sulla terrazzo di qualche ristorantino economico nella sponda orientale del Gange, vicino ad un ponte chiamato Rahmjula. Lo spettacolo della luce rosa e dorata del sole che risplende sul Gange e sulle colline circostanti accompagnato dai canti religiosi serali che risuonano per le strade, senza che riusciate a trovarne l`origine e` qualcosa che vi rimarra` nel cuore molto di piu` di qualsiasi corso di yoga.
Concludendo credo che l`India di oggi si trovi di fronte ad una grossa sfida. Da una parte c`e` per gli indiani l`esigenza di diventare un paese moderno, che non vuole avere niente da invidiare all`America del nord o all`Europa, sintomatico e` il rifiuto degli aiuti USA per la ricostruzione dei paesi distrutti dallo Tzunami; dall`altra c`e` il mondo delle tradizioni, che l`India non vuole giustamente abbandonare, pena il pericolo di cadere in un vuoto ideologico e in una crisi di identita`.
La crescita di questo paese infatti procede con un ritmo davvero vertiginoso. Delhi contava sette anni fa 10 milioni di abitanti, oggi ne conta quasi tredici, diciassette con i territori circostanti. C`e` il boom economico e si respire dovunque il concetto dell`”affare”. La gente scappa dale campagne per cercare fortuna in citta` e chi non ci riesce va ad ingigantire le gia` consistenti baraccopoli. Sembra che il progresso rapido anziche` creare una societa` piu` vivibile incrementi piuttosto le differenze sociali.
E chissa` se tra un centinaio o una cinquantina d`anni qualche giovane indiano benestante intellettuale, mantenuto dai genitori e stanco della societa` frenetica in cui si trova non vada a cercare se’ stesso in qualche monastero francescano dell`Appennino toscano…
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/Rishikesh
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NewDelhi
Beccative anche `ste foto to`
