I miei ultimi giorni a Leh.
Domani cominciera' il farm project, un progetto promosso da una NGO che prevede il soggiorno presso una famiglia ladakhi per un mese. I partecipanti dovranno vivere assieme ai locali e lavorare assieme a loro il che prevede lo svolgimento di lavori agricoli. Lo so che fa ridere ma avevo deciso gia' prima di partire di partecipare, potrebbe essere utile per la mia tesi, per entrare piu' in contatto con la societa' che sto' studiando. Solo oggi mi e' stato riferito il nome del villaggio in che mi e' stato assegnato: andro' a Likkir, un idilliaco villaggio di circa 500 abitanti sormontato da un gigantesco Gompa (monastero). Forunatamente ho gia' visitato Likkir qualche giorno fa. Mi era presa voglia di andare a fare due passi e, assieme ad un amico sloveno, ci siamo fatti lasciare dall'autobus nel bel mezzo del nulla camminando fino al gompa di Likkir e poi abbiamo raggiunto Alchi, il complesso monastico piu' famoso della zona per i suoi dipinti antichissimi.
Sia Likkir che Alchi sono tesitmonianze viventi della ricchissima ed interessante storia del buddhismo tibetano. Assieme ai nomadi ed ai mercanti che da secoli attraversano questo crocevia dell'Asia anche le culture e le forme religiose qui si incontrano e si mescolano. La storia del buddhismo tibetano e' troppo lunga per essere raccontata qui, si tratta comunque di una forma di buddhismo molto sincretica ed estremamente colorata.
Vi si ritrovano segni di sciamanesimo, di tantrismo, e sono presenti tutte e tre le principali correnti buddhiste (grande veicolo, piccolo veicolo, veicolo del diamante) e la religione Bon ha avuto anch'essa un'importantissima parte nella formazione di questo mondo religioso. Ma soprattutto, in questo breve viaggio a piedi di un giorno, e' impossibile non sentire ancora l'eco dei protagonisti umani della vicenda, i grandi protagonisti che viaggiando spesso dall'India verso il Tibet o la Cina, hanno lasciato vividi segni nel territorio. Lo stregone tantrico Padmasambawa, uno dei primi eroi della diffusione del buddhismo in Tibet passo' da queste parti nel suo magico viaggio verso le montagne, esorcizzando demoni e compiendo portenti che ancora oggi vengono rappresentati al festival di hemis, dove i monaci mascherati danzano gli esorcismi del santo non e' che uno dei personaggi che segnano con la loro presenza il territorio e la cultura locale ladakhi. Ovunque, anche negli angoli piu' remoti e' possibile scorgere simboli buddhisti: mantra scolpiti nel fianco della montagna, chorten (santuari) eretti nelle loro cime, ruote tibetane che, se girate in senso orario, spandono le loro preghiere in ogni angolo dell'universo, bandiere tibetane fittamente ricoperte di mantra e auguri attorcigliate in cima ai piu' alti picchi transitabili e monasteri che sovrastano piccoli villaggi e sembrano tutt'uno con le cime montuose.
Cio' che fortemente stride con il contesto e' la situazione politica. Il ladakh, parte dello stato del Jammu Kashmir, viene spesso considerato come un'appendice morta e vuota dell'altrimenti paradisiaco (opinione kashmira) stato del Kashmir. La sensazione che si ha e' che la cultura dominante indiano/kashmira stia facendo di tutto per oscurare il Ladakh come entita' politica. Non esiste stampa locale, telegiornali locali e a scuola non si insegna la lingua ladakhi.
Giorni fa nella strada tra Leh e Srinagar un autista di jeep per turisti viene assassinato da due Kashmiri. La citta' di Leh sciopera durante le ore diurne. Nessuno sa di preciso cosa sia accaduto. Alcuni miei amici stanno facendo un trekking nella zona. Cerco di informarmi in serata in internet ma niente. Le pagine relative ai giornali del Jammu Kashmir non si degnano di parlare dell'argomento. Forse una simile notizia potrebbe rovinare la fiorente industria turistica, o forse c'e' di piu'. Comincio a chiedere in giro, tutti sono reticenti, sento voci contraddittorie.
Non riesco infine ad avere notizie certe, ma la voce piu' in voga e' che la jeep trasportava due ragazze coreane e i due kashmiri. A questo punto le notizie si duplicano: secondo alcuni i kashmiri hanno cercato di violentare le ragazze, l'autista le ha difese e gli aggressori gli hanno sparato al collo. Seconda versione: Gli assassini erano militanti islamici che hanno aggredito la jeep uccidendo l'autista. Non sono riuscito a scoprire nulla di cio' che e' successo alle ragazze.
Per il resto nessuno dice niente, a parte lo sciopero. Le agenzie turistiche continuano a vendere il loro pacchetti trekking e alle domande inaspettate rispondono con un sorriso dicendo "I don't know sir".
Fuoco sotto la cenere.
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NellaTerraDelDiamante#
Domani cominciera' il farm project, un progetto promosso da una NGO che prevede il soggiorno presso una famiglia ladakhi per un mese. I partecipanti dovranno vivere assieme ai locali e lavorare assieme a loro il che prevede lo svolgimento di lavori agricoli. Lo so che fa ridere ma avevo deciso gia' prima di partire di partecipare, potrebbe essere utile per la mia tesi, per entrare piu' in contatto con la societa' che sto' studiando. Solo oggi mi e' stato riferito il nome del villaggio in che mi e' stato assegnato: andro' a Likkir, un idilliaco villaggio di circa 500 abitanti sormontato da un gigantesco Gompa (monastero). Forunatamente ho gia' visitato Likkir qualche giorno fa. Mi era presa voglia di andare a fare due passi e, assieme ad un amico sloveno, ci siamo fatti lasciare dall'autobus nel bel mezzo del nulla camminando fino al gompa di Likkir e poi abbiamo raggiunto Alchi, il complesso monastico piu' famoso della zona per i suoi dipinti antichissimi.
Sia Likkir che Alchi sono tesitmonianze viventi della ricchissima ed interessante storia del buddhismo tibetano. Assieme ai nomadi ed ai mercanti che da secoli attraversano questo crocevia dell'Asia anche le culture e le forme religiose qui si incontrano e si mescolano. La storia del buddhismo tibetano e' troppo lunga per essere raccontata qui, si tratta comunque di una forma di buddhismo molto sincretica ed estremamente colorata.
Vi si ritrovano segni di sciamanesimo, di tantrismo, e sono presenti tutte e tre le principali correnti buddhiste (grande veicolo, piccolo veicolo, veicolo del diamante) e la religione Bon ha avuto anch'essa un'importantissima parte nella formazione di questo mondo religioso. Ma soprattutto, in questo breve viaggio a piedi di un giorno, e' impossibile non sentire ancora l'eco dei protagonisti umani della vicenda, i grandi protagonisti che viaggiando spesso dall'India verso il Tibet o la Cina, hanno lasciato vividi segni nel territorio. Lo stregone tantrico Padmasambawa, uno dei primi eroi della diffusione del buddhismo in Tibet passo' da queste parti nel suo magico viaggio verso le montagne, esorcizzando demoni e compiendo portenti che ancora oggi vengono rappresentati al festival di hemis, dove i monaci mascherati danzano gli esorcismi del santo non e' che uno dei personaggi che segnano con la loro presenza il territorio e la cultura locale ladakhi. Ovunque, anche negli angoli piu' remoti e' possibile scorgere simboli buddhisti: mantra scolpiti nel fianco della montagna, chorten (santuari) eretti nelle loro cime, ruote tibetane che, se girate in senso orario, spandono le loro preghiere in ogni angolo dell'universo, bandiere tibetane fittamente ricoperte di mantra e auguri attorcigliate in cima ai piu' alti picchi transitabili e monasteri che sovrastano piccoli villaggi e sembrano tutt'uno con le cime montuose.
Cio' che fortemente stride con il contesto e' la situazione politica. Il ladakh, parte dello stato del Jammu Kashmir, viene spesso considerato come un'appendice morta e vuota dell'altrimenti paradisiaco (opinione kashmira) stato del Kashmir. La sensazione che si ha e' che la cultura dominante indiano/kashmira stia facendo di tutto per oscurare il Ladakh come entita' politica. Non esiste stampa locale, telegiornali locali e a scuola non si insegna la lingua ladakhi.
Giorni fa nella strada tra Leh e Srinagar un autista di jeep per turisti viene assassinato da due Kashmiri. La citta' di Leh sciopera durante le ore diurne. Nessuno sa di preciso cosa sia accaduto. Alcuni miei amici stanno facendo un trekking nella zona. Cerco di informarmi in serata in internet ma niente. Le pagine relative ai giornali del Jammu Kashmir non si degnano di parlare dell'argomento. Forse una simile notizia potrebbe rovinare la fiorente industria turistica, o forse c'e' di piu'. Comincio a chiedere in giro, tutti sono reticenti, sento voci contraddittorie.
Non riesco infine ad avere notizie certe, ma la voce piu' in voga e' che la jeep trasportava due ragazze coreane e i due kashmiri. A questo punto le notizie si duplicano: secondo alcuni i kashmiri hanno cercato di violentare le ragazze, l'autista le ha difese e gli aggressori gli hanno sparato al collo. Seconda versione: Gli assassini erano militanti islamici che hanno aggredito la jeep uccidendo l'autista. Non sono riuscito a scoprire nulla di cio' che e' successo alle ragazze.
Per il resto nessuno dice niente, a parte lo sciopero. Le agenzie turistiche continuano a vendere il loro pacchetti trekking e alle domande inaspettate rispondono con un sorriso dicendo "I don't know sir".
Fuoco sotto la cenere.
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NellaTerraDelDiamante#
