venerdì 16 marzo 2007

Giungo in India nel cuore della notte.
New delhi si dispiega lentamente davanti ai miei occhi, vista dall`alto fa davvero impressione, un insieme diluci di cui non riesco a vedere la fine. L`impatto per chi entra per la prima volta a New Delhi e` davvero forte. Si ha l`impressione che questa citta` strappi prepotentemente tutte le difese di cui un individuo dispone, cosi` come si sbuccia una cipolla ; tre giorni di Delhi rischiano di essere un`esperienza davvero intensa.
Aspetto le prime luci dell`alba per uscire dall`areoporto. Ho gia`prenotato un hotel economico in un quartiere chiamato Paharganj e mi rivolgo al banco ufficiale dei taxi prepagati per raggiungerlo. Avrei potuto telefonare con qualche giorno di vantaggio all`albergo per farmi venire aprendere ma ho ritenuto piu` interessante cercare di farmi strada a newDelhi con mezzi miei, e ne sconto subito il prezzo. Il tassista prepagato dell`areoporto mi scorta infatti ad un`agenzia turistica dove mi spiegano che il mio albergo e` pieno e la zona non e`sicura. A Paharganj la settimana scorsa un turista e` stato ucciso dalla folla, mi dicono; dopo l`esplosione del treno India-Pakistan la situazione e` tesa e ci sono scontri in citta`, meglio prendere un`altro albergo, ti possiamo consigliare noi. Insisto comunque e per convincermi maggiormente il tizio dell`ufficio turistico telefona all`albergo. Osservo il numero che compone e capisco che e` falso. La voce dall`altra parte della cornetta mi dice che l`albergo e`pieno. Fingo invece che sia tutto a posto con gran sorpresa delle persone circostanti, loro insistono ma alla fine mi arrabbio, invento che mio fratello mi sta aspettando a Paharganj e che se non arrivo in tempo telefonera` all`areoporto per avere mie notizie. A questo punto il tassista sbuffando mi porta dove voglio.

Dal finestrino del taxi riesco a farmi una panoramica della citta`.Persone che vivono per strada, traffico congestionante e la guida pazza degli indiani che viaggiano indifferentemente in entrambe le corsie; rischiamo un incidente a causa di due scimmie che attraversano la strada.

Paharganj, il mio quartiere, e` un bazar situato a meta` strada tra newDelhi e Old delhi. A prima vista sembra un caos di bancarelle negozietti mendicanti, lebbrosi che fanno l`elemosina e riscio`i cui clacson creano uninquinamento acustico insopportabile, ma presto ci si abitua. Decido di farmi un giro a piedi verso Connaugh Place, la parte moderna della citta` ma non e` un`ottima idea. Scopro infatti che a Delhi,soprattutto nei quartieri moderni e puliti esiste una specie di raket dei procacciatori di clienti, gestito probabilmente dai negozianti. Di tale piccola mafia fanno parte i negozianti, i tassisti, falsi uffici turistici ed infine i procacciatori di clienti, figure professionali specializzate nell`individuare newcomers che non conoscono ancora bene i prezzi, indirizzarli ad alberghi o negozi e fargli pagare dieci volte tanto ilprezzo della merce acquistata. Ogni procacciatore ha il suo territorio e se si vede che sei appena arrivato in India non c`e` modo di sfuggire. Uno diloro addirittura mi insegue per circa un km. Alla fine incontro Ram, un indiano con il quale io stesso ho cercato distringere amicizia. Dopo una mezz`ora scopro che anche lui fa parte di questo giro ma non mi interessa; in fondo ho bisogno di una guida e Ram e`,a differenza dei suoi colleghi, molto amichevole e disponibile. Mi insegna i numeri in hindi, essenziali per contrattare il prezzo dei riscio`e mi conduce in un quartiere del sud della citta`, dove decido di acquistare un vestito indiano cosi` da non sembrare un newcomer. Cerca di fregarmi un paio di volte dicendomi di affidargli i soldi e che pensera` a tutto lui, rimane male quando rifiuto. Entriamo infine dentro la casa di un suo amico,un venditore di stoffe e sete kashmire, bevendo un chai, un te` indiano,cominciano le trattative. Fingo di non aver abbastanza soldi e mi faccioprestare da Ram 200 rupie con la promessa di riportarglieli l`indomani,dopodiche` torno a Paharganj. L`idea del travestimento funziona. Molti indiani mi prendono per un ricco musulmano di Srinagar, la capitale kashmira, altri si accorgono che sono occidentale, ma pensano che sono comunque stato nel kashmir, e che quindi non sono piu` un newcomer. Dico a molti che sono qui per studio e che vivo da un amico a Carol Bagh, un quartiere nelle vicinanze di Paharganj. Soprattutto il mio travestimento mi permette di entrare in contatto con i molti kashmiri che vivono nel bazar, i quali mi invitano a comprare artigianato nei loro negozi, ma in maniera meno insistente degli indiani. Uno di loro, Ariyah, mi invita in casa sua per un chai, e mi segue tutto ilgiorno aiutandomi a contrattare il prezzo degli oggetti che voglio comprare e dei motoriscio`. Nei primi due giorni di Delhi l`adrenalina ed il chiasso e il fuso orario non mi consentono di chiudere occhio, ma non mi sento stanco, sara` che tutto mi sembra cosi` nuovo. Comincio rapidamente ad ambientarmi e ho sempre piu` voglia di esplorare questa interessante citta` multiculturale, inquinatissima, invadente e per certi versi abbastanza estrema.
Il terzo giorno decido di recarmi a Old Delhi per visitare il ForteRosso, il palazzo degli imperatori moghul, e la moschea di fronte, la piu`grande dell`India. Mentre il Forte Rosso rimane un`esperienza abbastanza turistica la moschea e` estremamente interessante. Si nota qui piu` che altrove a Delhi l`enorme differenza tra musulmani ed hindu. Molti dicono che lo spirito degli hindu assomiglino un po` a quello dei napoletani, ed in effetti l`adorazione degli dei induisti non si differenzia piu` di tanto, per lomeno a livello popolare, dal nostrano culto dei santi. Krisna, per i poveri di strada e per i guidatori di riscio`non e` poi cosi` diverso da SanGennaro. Come i napoletani gli hindu sono piuttosto rilassati, forse approssimativi, a volte esagerati, e hanno una gran voglia di entrare incontatto con gli altri. Sono inoltre incredibili contrattatori, ma lo fanno a cuor leggero, senza rabbia; provano a incularti insomma (col sorriso infaccia) e se ci caschi vuol dire semplicemente che hai soldi che tiavanzano. I musulmani invece somigliano di piu` ai siciliani. Se te li fai amici ti danno tutto, come Ariyah, il ragazzo kashmiro che mi ha invitato a casa sua, ma se non gli vai a genio aspettati ostilita` e diffidenza di gruppo. La stessa religione islamica, un unico dio che rappresenta il popolo musulmano lo oppone contemporaneamente a tutto cio`che e` estraneo ad esso; vige in un certo senso la regola tutti per uno uno per tutti. Nella moschea il senso di esclusivita` del mondo islamico si nota piu` che altrove. Decido, con un amico tedesco da poco conosciuto, di recarmi nei bazar di OldDelhi, dietro la moschea. Siamo gli unici visitatori occidentali e l`atmosfera generale e` un po` tesa. Siamo presto assaliti da gruppi di bambini di strada che chiedono dolla`. Il mio travestimento funziona ancora ma la presenza del mio amico dai capelli rossi e` molto sospetta. Infine cala la notte nel bazar. Molte luci si spengono e si apre uno scenario del tutto diverso: si accendono fiaccole o fuochi per terra, tra gli stretti vicoli risuonano i canti religiosi musulmani, gente che fuma e conversa stesa ai lati delle strade, chiese improvvisate all`interno di fondi dove gruppi di persone officiano la preghiera serale rivolti verso la Mecca, lo scorcio di un mondo hindu musulmano rimasto inalterato negli ultimi 400 anni. E` alle prime luci dell`alba che mi ritrovo a correre per raggiungere il treno con il quale lascero` Delhi. In questi giorni non ho praticamente dormito e mi preparo a farlo in treno, ma lo spettacolo che si svolge sotto i miei occhi me lo impedisce. Delhi mi lascia la sua esperienza piu` interessante proprio l`ultimo giorno e mi maledico per non avere a portata di mano la macchina digitale.
Riportero` cio` che ho scritto nel mio diario:
"...uscire con il treno da Delhi all`alba e` uno spettacolo emozionante. La luce soffusa del sole illumina le splendide baracopoli e il fiume Yamuna. Case in rovina in mezzo a campi di immondizia e tendopoli. Uomini che si muovono pigramente tra i rifiuti e le tende. Questa citta` e` enorme. Paesi e case che si alternano a prati, palme, paludi, acquitrini poi ancora tendopoli per chilometri e chilometri e poi ancora case strade persone, che cagano davanti ai binari o per i sentieri polverosi, il tutto avvolto dalla luce rosa e dorata del sole all`alba e dalla lieve brezza mattutina che rende tutto simile ad un dipinto a olio. Sembra non finire mai. E la cosa stupefacente e` che tale vista non mi trasmette le sensazioni che i media generalmente vogliono inviarci, non vedo gente che sta` male,che muore di fame, immagine idealizzata dall`Occidente per creare l`idea del proprio successo e della propria superiorita`, non vedo neanche pero`l`immagine dei poveri puri, felici e ricchi di spirito, ai quali si vuole teneramente bene, altra immagine creata in Occidente per altri scopi.Vedo semplicemente uomini e donne che vivono con pochi mezzi a disposizionee si arrangiano con quello che hanno e sono, per forza di cose, piu` a contatto gli uni con gli altri, con tutto quello che di bene e di male questo comporta."

Il treno si avvia lentamente e senza fretta sempre piu` lontano da Delhi,verso nord, verso Rishikesh, alle pendici dell`Himalaya.

6 commenti:

Niccolò ha detto...

Ciao caro ricco musulmano di Srinagar a quanto pare ti stai muovendo bene tra Hindonapoletani e Siculomusulmani di Delhi ..direi una volta al sicuro alla sera avrai provato tanto rispetto nel ripensare alla loro arte nel raggiro e nella truffa!
La tua esperienza è invidiabile, e quello che vedranno i tuoi occhi sarà di sicuro irripetibile. Spero tu possa riuscire a spedire le foto che stai facendo per poter condividere con noi le stupende immagini che incontrarai sul tuo cammino..
..hai scroccato 200 rupie ad un indiano... che dire: "Il Cioni in India"..

Buon proseguimento tra tranquilli leopardi, passeggiate nei boschi e lunghe fumate lungo il gange!
Nemaste` ! Niccolò

Maro ha detto...

Grande Tony, perdermi in questo racconto è risultato assai facile!
Se continuerai così ci farai vivere un po' del tuo viaggio anche quà dal Borgo....
Sarò assiduo lettore del tuo blog...

informazione, ho dovuto chiedere ai tuoi il tuo clarinetto per una serata, l'ho suonato perchè il mio non lo ritrovo!! Spero non ti dia fastidio, lo riporterò prima possibile!

888 ha detto...

tony sono qui da franco e abbiamo appena letto il primo resoconto del tuo viaggio.franco dice:"in certi passaggi del tuo resoconto mi hai fatto emergere dal piu profondo del mio io lo stesso odore dell'india(old delhi)di 25 anni fà".visto che non vede quello che scrivo io penso..va a capire che odori avrà sentito!.comunque devo dire che se continui così verrà fuori proprio un bel diario! mitico lo scrocco al tizio delle 200 rupie!continua così!ora te devò salutà che frank inizia ad avere idee balsane....manda qualche foto vestito da indiano così se ride!!! ORA BASTA RIDERE.

Costanza ha detto...

ciao cioni!!!!!!ho saputo solo adesso che sei in India e sono strafelice per te...è stato bello leggere questo tuo resoconto-diario che chiamerei più poesia in prosa, una fotografia scritta con l'inchiostro del computer immaginando i personaggi che hai incontrato gli odori che hai sentito i sapori i colori le sensazioni...tutto troppo reale nel surreale che sto vivendo attraverso il computer che comunque ci permette di avere le tue notizie...e che notizie...dove sarai adesso?????????ti abbraccio...pensa che ho creato un blog solo per poterti scrivere.......costanza

Anonimo ha detto...

ciao tony, infine anche io riesco a scriverti qualcosa, ho cercato da tutti l'indirizzo del tuo blog (quello che mi avevi dato non era corretto), e naturalmente quasi nessuno si è ricordato di darmelo, appena avuto tra le mani, grazie a Otto, ho scoperto che c'era il link sul sito dell'associzione...pensa te. comunque vedo (leggo) che ti sei ambientato bene dai...buono così. continua a farti sentire quando puoi.buon proseguimento e a presto...

Anonimo ha detto...

Ciao Jhon! Cazzo! Bello sul serio il tuo racconto, pieno di passione/ammirazione/scroccaggi, eh sì, sei finito in una bella scuola di vita... Dagnele secche anche per noi che con una puntina di invidia restiamo quà a seguire i tuoi spostamenti. Stai bene.