domenica 1 aprile 2007

Danze estatiche in onore di Shiva e un tuffo negli anni sessanta

Negli ultimi giorni che trascorro a Rishikesh l`atmosfera diventa sempre piu` distesa. L`estate avanza rapidamente e con essa avanzano anche le masse di turisti indiani che sostituiscono quelli occidentali.E` in una di queste notti che mi ritrovo ad assistere finalmente ad una vera e propria festa popolare hindu. La festa e` in onore della dea Durga, colei che vinse i demoni, e si svolge all`interno di un modesto tendone variopinto. Maschi e femmine siedono separati in terra, gliuni sul lato sinistro le altre sul destro, e il sacerdote, somigliante nei modi di fare piuttosto ad un cantante di liscio romagnolo, chiede continuamente alla folla di alzare le mani alla dea per ottenere la realizzazione dei propri desideri. Alle sue spalle I musicisti, davvero bravi di harmonium, tabla e sitar che continueranno a suonare dale dieci di sera fino all`alba, e dietro di loro le statue di cinque divinita`, adornate con lucine intermittenti natalizie che gli indiani trovanmo deliziose. Il tutto non sembrerebbe troppo dissimile dalle nostre sagre paesane.

Ogni due ore circa entra nel tendone un attore/danzatore, per lo piu` adolescenti, probabilmente iscritti a qualche scuola di danza locale, mascherato da divinita` hindu e svolge una breve recitazione del suo ruolo.
Infine, a meta` nottata, entra in scena il dio Shiva accompagnato dalla consorte Parvati. L`amosfera cambia bruscamente e i due attori, davvero bravi, si esibiscono accompagnati da una musica ache si fa sempre piu` incalzante e ipnotica. Infine l`attore che interpreta Shiva si esibisce nel Tandaw, la danza estatica del dio. Per chi non conoscesse il mito Shiva rappresenta il lato piu` selvaggio dell`esistenza; nel pantheon hindu e` colui che dissolvera` l`universo alla fine dei tempi ma rappresenta, similmente al Dioniso greco, il dio dell`estasi, dell`ebbrezza ma anche dello yoga, dell`ascesi e dei poteri magici. Anticamente la sua danza, riservata agli uomini, era praticata per ottenere il favore e la presenza del dio ed accedere a trance estatiche; veniva spesso portata avanti fino allo svenimento del danzatore cosa che poteva avvenire anche dopo un`intera giornata di danze.
La piccolo rappresentazione alla quale ho partecipato pur non avendo ovviamente nulla di tutto questo, e` stata comunque interessante. Una donna a lato del pubblico osservando l`attore danzare, improvvisamente comincia ad ondeggiare. Pochi ci fanno davvero caso tranne una sua amica che la afferra per il braccio e cerca di trattenerla.
Improvvisamente la danza raggiunge il suo culmine e la folla comincia all`unisono ad intonare il mantra in onore di Shiva `Om namah Shivay`. Al che la donna ondeggiante si libera dell`amica e comincia a danzare con il dio urlando come un`ossessa (cosa che in teoria dovrebbe essere). L`attore si ferma ed anche il pubblico, la musica purtroppo cessa. Sembra che molti nel pubblico non si aspettassero qualcosa del genere ma non sembrano troppo sconvolti, quanto piuttosto piacevolmente sorpresi. La donna si lancia infine ai piedi dell`attore e singhiozzando glieli bacia. La folla esplode in uno scroscio d`applausi. Dopodiche` il sacerdote porta dell`acqua alla donna e la accompagna fuori. La festa riprende.
Scene del genere dovevano essere il fulcro delle feste in onore agli dei nei tempi antichi dell`India e sono tradizioni che inevitabilmente si stanno perdendo. Non credo che la musica si sarebbe fermata ed anzi forse altre persone si sarebbero unite in una danza collettiva magari.
Putroppo ho poche informazioni sulle danze estatiche indiane per poter dire di piu`.

Nella mia ultima giornata a rishikesh decido di visitare il famosissimo ashram dove I Beatles vissero per alcuni mesi negli anni sessanta. Per chi non fosse un amante della storia dei Beatles, I 4 di Liverpool si recarono, verso la meta` degli anni sessanta, in cerca di un guru in India. Il guru, e l`ashram, lo trovarono proprio qui a Rishikesh; si trattava del famoso Maharishi, considerato un grande yogi nonche` uomo di elevate spiritualita`. Gli astrologi amanti della new age fanno iniziare l`era dell`acquario proprio il giorno in cui I Beatles si recarono dal Maharishi, e in effetti a pensarci bene, come evento d`inizio della new age ci puo` stare, perche` in fondo la storia dei Beatles a Rishikesh anticipa tutto il processo di nascita vita e morte del fenomeno new age.



Inizialmente I Beatles si trovarono bene: un mondo nuovo, una sorta di paradiso in terra (doveva esserlo davvero). Spazio per meditazione, discussioni di filosofia, liberta` fratellanza, spiritualita` e quant`altro. Con I Beatles ovviamente arrivarono molte alter persone attratte dalla fama del luogo e il Maharishi comincio` ad arrichhirsi con il suo ashram. Fu quando il grande santo decise di acquistare la seconda rolls Royce che Paul decise di mollare quel luogo. “Qui sta` succedendo qualcosa di strano. Io me ne vado.” E si porto` via gli altri tre.
Dopo alcuni anni il Maharishi fu costretto a scappare dall`India perche incriminato di frode fiscale e l`ashram, il suo bellissimo ashram, fu tristemente chiuso al pubblico e lasciato andare in rovina per 40 anni.
E` comunque ancora oggi estremamente stimolante, se riuscite a scavalcare il muro senza che il guardiano vi becchi, fare due passi in questo luogo icona e simbolo dei pregi e difetti dello spirito anni sessanta.


Sono le ultime sere di Rishikesh e saluto un luogo al quale mi ero gia` affezionato. Mi rechero` lentamente verso sud est, verso Varanasi la citta` di Shiva, sostando dove riterro` piu` opportune lungo la strada, mentre gia` incalza la calura della torrida estate Indiana…


http://picasaweb.google.com/cioniantonio/BeatlesSAshram
Le foto della danza non ce le ho che non avevo la macchina, in compenso ho fotografato l`ashram, o meglio cio` che ne rimane. Ciao adesso

6 commenti:

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Di certo non ti mancano, e non ti mancheranno, esperienze di questo tipo e potebbe sembrare noioso ripeterti la loro bellezza tramite occhi che hanno solo visto attraverso le tue parole ma è davvero difficile non esprimere tali pareri incontrandosi con l'intensità del racconto e l'immaginazione personale. di nuovo sono ad augurarti un buon proseguimento per questo "tuo" viaggio attendendo altri scritti e di rivedersi.
Me lo aveva pubblicato più volte cosìho eliminato e corretto errori grammaticali, forse non tutti, ciao.

cecilia ha detto...
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cecilia ha detto...

Ciao Cioni!!!Finalmente grazie a Otto sono riuscita ad entrare con "te"in questo magico viaggio...!Non puoi capire quanto ti invidio!!!!Sto copiando tutte le tue foto,così le uso per dipingere come ti avevo detto,e ti prometto che uno dei miei quadri sara' per te!Mi raccomando non smettere di scrivere!Ti mando un grosso bacio,e ricordati di tornare ad Anghiari il piu' tardi possibile!!!!Cecilia

lullofish ha detto...

Ciao, sono un Cioni anch'io! Non saremo mica parenti?! E c'è anche un'altra coincidenza: tra due settimane parto per Rishikesh. A dire il vero sono un po' in ansia...