Viaggiare in India si rivela sempre un`avventura. In un paese cosi` pieno di contraddizioni tutto puo` succedere.
Negli ultimi dieci giorni ho percorso la strada verso Varanasi, la citta` di Shiva, il luogo dove gli hindu vanno a morire. Avrei potuto semplicemente prendere un treno e farmi 15 ore di viaggio da Haridwar, sotto Rishikesh, vino a Varanasi, ma ho preferito seguire un percorso alternativo, sostando dove volevo e allungando cosi` notevolmente il viaggio. Il mio viaggio comincia ad Haridwar, citta` sacra non piu` grande di Perugia, dove si terra` la prossima Maha Kumbh Mela. L`ultima si tenne nella citta` di Hallahabad, e furono 70 milioni, provenienti da tutto il mondo, le persone che parteciparono (bella festa eh?). Mi chiedo come la tranquilla e pacifica cittadina di Haridwar possa sopportare un afflusso simile. Sosto poco ad Haridwar, giusto il tempo di decidere grosso modo l`itinerario che seguiro` e ne traccio due potenziali. Il percorso piu` breve per giungere a Varanasi e` indubbiamente seguire il corso del Gange attraverso lo stato dell`Uttar Pradesh, ma sinceramente non mi attira troppo. Ci sono alcune grandi citta` ma niente di speciale, niente per cui valga davvero la pena allungare il viaggio. L`altra strada, piu` lunga, consiste nell`attraversare l`antico territorio noto come Bundelkhand, una terra semidesertica piena di antichi palazzi, fortezze abbandonate e tipici e caratteristici villaggi indiani tutti da scoprire; l`unico problema e` il caldo soffocante che avvolge le polverose colline del Bundelkhand. Ho sentito parlare anche di banditi che infestano la zona ma il loro obbiettivo sono le forze dell`ordine, non i turisti. Mentre penso al dafarsi maggiando un paneer butter masala (zuppa piccante di vegetali e formaggio) sento provenire dalla strada un gran baccano. Chiedo cosa sta` succedendo e un indiano mi risponde: "sono le elezioni. Tra pochi giorni ci saranno le elezioni in UP (Uttar Pradesh)" Osservo i manifestanti passare. Caos, confusione, inni antimussulmani. E` una dimostrazione del BJP, il partito dei fondamentalisti hindu che porto` l`India sull`orlo di una guerra termonucleare alcuni anni fa. "tutto l`UP adesso e` sotto le elezioni, c`e` molta tensione." Cominciamo bene.
In questi dieci giorni sono successe troppe cose e non potendo scriverle tutte nella pagina di un blog, mi limitero` a riportare alcuni estratti dal mio diario sulle tappe fondamentali giusto per dare un`idea.
AGRA E FATEHPUR SIKRI
La mia prima tappa e` Agra, la citta` del Taj Mahal. Tutte le persone che ho finora incontrato nel mio viaggio, compresi gli stessi indiani, mi hanno ripetuto la stessa frase: "don`t trust no one in Agra." Agra e` in qualche modo la citta` dei record: Ad Agra potete ammirare non solo il Taj Mahal ma molti dei piu` bei capolavori prodotti dalla cultura Moghul: Sikandar, il mausoleo di Akbar, dove cervi e scimmi pascolano pacifici nei giardini riproducendo le descrizioni del paradiso che troviamo nel Corano; il forte rosso di Agra, imponente e lussuossissima fortezza dove si svolgeva la vita di corte degli imperatori moghul; Fatehpur Sikri, ora una citta` fantasma, ma un tempo sfazosa corte che ospitava l`harem dell`imperatore Akbar. Agra possiede anche un altro primato: e` la citta` indiana che vanta la classe politica piu` corrotta. I soldi staziati dalla societa` archeologica indiana per il restauro del Taj sono misteriosamente spariti, ma tutta l`India sa che sono caduti in mano ai politici di Agra per pagare la polizia cosi` da farne la propria forza privata. Inoltre la citta` vive quasi esclusivamente di turismo occidentale, percio` Agra e` anche il luogo in cui maggiormente vengono compiute truffe a danno dei turisti. Insomma se volete vedere il Taj e le altre bellezze architettoniche di questa citta` dovete armarvi di pazienza, ed essere inflessibili con tutti, o altrimenti essere disposti a pagare un sacco di soldi. Riesco incredibilmente a trovare un risho` che pratica prezzi fissi e lo assoldo per l`intera giornata, riesco cosi` a visitare tutto cio` che Agra offre in un solo pomeriggio. Non entro a vedere il Taj, e` veramente troppo caro e mi accontento di osservarlo dall`altra parte della Yamuna, il fione che taglia la citta`. C`e` un`atmosfera diversa rispetto a New Delhi e lo si nota parlando con la gente. Sono tutti piu` sorridenti e viscidi allo stesso tempo. Decido di non sostare molto in citta`. ...La storia di Agra e` in compenso di gran lunga piu` interessante del suo presente. Per un certo periodo di tempo fu capitale dell`impero moghul. I Moghul, lontani parenti di Gengis Khan e Tamerlano, ormai convertiti all`islamismo erano piuttosto aperti in fatto di religioni e sopratutto interpretavano il Corano un po` a modo loro. Akbar, uno dei piu` famosi imperatori Moghul, aveva trecento mogli e cinquemila concubine. Era inoltre un convintissimo sostenitore dell`uso di stupefacienti. Beveva ogni giorno oppio in forma liquida o bhang, e non solo, obbligava anche le mogli e le serve a fare altrettanto sostenendo che la droga avesse il dono di rendere le donne piu` sensuali. Fu Saha Jahan, figlio e successore di Akbar, a progettare il Taj. La storia racconta che Sahah Jhan progetto` la meraviglia in onore alla sua moglie preferita quando essa mori` dando alla luce il suo quattordicesimo figlio. Si dice anche che il sovrano passo` gli ultimi giorni della sua vita osservando malinconicamente dal forte rosso di Agra la tomba marmorea della sua amata. Purtroppo la realta` non e` cosi` romantica. Shah Jhan infatti, oltre ad essere la fotocopia del padre per quanto riguarda donne e droghe, era anche stato iniziato, fin dalla prima giovinezza, ai misteri del sufismo; per di piu` era il piu` grande architetto dell`epoca (progettava palazzi dall`eta` di 16 anni).I moderni studiosi indiani e non sostengono che il Taj non sia semplicemente un monumento all`amore romantico, ma la riproduzione del trono di Dio in terra. Saha Jhan progetto` infatti il palazzo seguendo gli insegnamenti del sufismo e cercando di ricreare le misure perfette di quello che doveva essere il trono di Allah. Penso` veramente a tutto e persino la luce del sole nelle differenti ore del giorni ha un ruolo in questo complesso rituale architettonico. La cosa piu` interessante e` che, dove dovrebbe trovarsi il trono di Dio Shah Jhan progetto` a propria tomba. Un modo molto sottile per celebrare se stesso e la propria personalita` .
Affascinato dalla storia decisi di girarmi la maggior parte dei luoghi dove si era svolta la vita dei moghul: il forte rosso, la fortezza abbandonata di Fatehpur Sikri vicino al deserto del Rajastan, Sikandra, la toma di Akbar, che egli volle simile al paradiso terrestre ed infine il Taj. Devo dire che girovagare per tali palazzi cosi` ricchi di storia si e` rivelato interessante, ma il prezzo da pagare e` comunque molto alto. Nei pressi di Fatehpur Sikri ho rischiato per la prima volta di essere rapinato (e` una storia lunga, ma ne sono uscito indenne) e trattare con i risho` driver di Agra puo` rivelarsi davvero stancante e a volte, soprattutto se avete un gran zaino in spalla, tendono a diventare aggressivi; oltretutto la citta` pullula di comizi elettorali. Il partito del BJP e quello del Congresso si sfidano per il controllo dell`UP, uno stato strategico per la religione hindu, ci sono inoltre un mucchio di altri piccoli partiti che lottano per i diritti delle low casts o per i diritti delle donne, ma l`atmosfera sembra favorire il BJP.
L`ultimo bel ragalo Agra me lo lascia l`ultimo giorno proprio prima di prendere il treno. In stazione molta gente, persino la polizia, fuma (sigarette) e non vedendo cartelli con scritto vietato fumare mi accendo un bidi. Immediatamente arrivano due poliziotti e mi chiedono sottovoce prima 3000 poi 5000 rupie di multa. So benissimo che per una cosa del genere possono chiedermi al massimo 100 rupie e cerco di prendere tempo, insisto per pagare la multa direttamente all`ufficio della stazione. A quel punto mi lasciano andare dicendomi che per questa volta fanno i buoni. Ma la faccia da buoni non ce l`hanno.
ORCHA
Dal mio diario: "...Finalmente sono arrivato ad Orcha. Avevo inizialmente pensato di rimanere un mezza giornata in questo piccolo paesino perso nelle colline desertiche del Madhia Pradesh, e invece dovro` rimanere molto di piu` per due motivi. Primo a causa delle elezioni tutti i mezzi sono in sciopero e dovro` rimanere qui almeno tre giorni, ossia fino al 7 Aprile, termine delle elezioni; secondo perche` negli ultimi giorni sono stato colpito da buona parte dei malanni che possono cogliere un viaggiatore: avvelenamento alimentare, asma, febbre alta, infezione cutanea nella schiena ed anche un simpatico colpo di calore, contro il quale l`unico rimedio efficace e il fresco, che non c`e`. Devo dire pero` che, nonostante il mio precario stato di salute rimanere ad Orcha e` stata la scelta giusta. Questo piccolo villaggio nel deserto e` semplicemente delizioso (se solo fosse possibile ritirare denaro sarebbe anche meglio), un tempo era la capitale del misterioso regno dei Bundela, regno che anche durante la dominazione Mughul, rimase fedele alle sue radici hindu, ed e` oggi ancora possibile osservare gli antichi templi dedicati a Shiva e Parvati e l`antico forte che troneggiano sul piccolo paese. Ma non sono i monumenti a piacermi di Orcha, e` l`atmosfera. Qui i turisti dei viaggi organizzati si fermano al massimo una o due ore e il loro contatto con gli abitanti e` davvero minimo. Orcha e` riuscita in qualche modo a salvarsi dalla marea del turismo di massa che invade il resto dell`India, qui non c`e` la sensazione dell`affare, non c`e` la frenesia che altrove in India si nota. La gente e` povera ma non misera e non cercano in maniera estenuante come ad Agra di farmi comprare le loro merci. Dal Tetto del mio albergo topaia si vede tutto il paese e attorno ad esso soltanto polvere, deserto e terra riarsa dal sole e la rovina di qualche tempio che spunta qua e la` tra le colline. La notte il bazar si anima ed e` facile passare tutta la giornata conversando con gli abitanti del posto, sapere come lavorano, quali sono i loro problemi, e in mattinata incontro la stassa gente della sera precedente al fiume, a fare il bagno al fiume. E` facile abituarsi a vivere in un posto cosi` tranquillo e romantico ma rimanere qui sarebbe una follia. Il mio viaggio e` ancora molto lungo e ci sono ancora troppi luoghi da visitare. Inoltre sto` finendo i soldi e devo trovare una banca o un atm per fare il pieno. Spero di star meglio domani, il caldo comincia davvero a farsi sentire..."
KHAJURAHO
"...Finora nei miei viaggi ho conosciuto un sacco di personaggi che si sono uniti a me, alcuni per una giornata solamente, o anche meno, altri per piu` giorni, indiani, canadesi, tedeschi, un argentino, anche una coppia di israeliani. Finora pero` non ho mai incontrato un tipo interessante come Colin. Lo incontro alla stazione di Jhansi mentre aspetto l`autobus per Khajuraho. Mi offre una coca cola e facciamo amicizia. Colin e` un irlandese di 44 anni, ex pilota di formula 1 dopo un incidente si e` ritirato ed ora vende auto in UK ma non gli piace gran che. Vuole vedere se riesce a concludere qualche buon affare in India e attualmente si sta` mantenendo il viaggio spedendo pacchi di viagra ad un amico, il quale li rivende in England e gli ricarica la carta una volta al mese. Guadagna cosi` facendo 400 starline al mese, piu` che sufficienti per viaggiare in India. Mentre attraversiamo in bus le desertiche colline del Madhia Pradesh mi parla a lungo delle molteplici opportunita` che un paese come l`India oggigiorno offre e mi segno meticolosamente tutto. Le elezioni sono finite ma a quanto pare ci sara` una specie di ballottaggio. Non sono nello stato dell`UP quindi e` difficile avere informazioni. Il mio amico e` piu` informato di me anche su questo perche` e` riuscito a rimorchiare una giornalista indiana, che gli fa avere le notizie in anteprima. Mentre parliamo osservo il paesaggio circostante: cespugli, case diroccate occasionalmente qualche donna indiana vestita col tradizionale sari che porta vasi sopra la testa sotto il cocente sole di mezzogiorno; attorno a me solo deserto, polvere e qualche collina. E` la terra del bundelkhand, un tempo patria di potenti e prosperi regni che vennero successivamente dimenticati. Questo posto e` tagliato fuori dalle principali arterie stradali indiane, e la terra e` povera d`acqua; a nessuno interessa ormai piu` la terra del Bundelkhand, eccetto ai banditi in cerca di rifugio ma nasconde bellissimi templi e fortezze di tempi passati tra cui il complesso di Khajuraho. Khajuraho, ovviamente meta di viaggi organizzati e quindi, a differenza delle terre circostanti e` un luogo molto turistico. Nel 19simo secolo un ufficiale inglese scopri` dei templi hindu abbandonati nel Bundelkhand. Risalenti al x secolo erano rimasti in qualche modo intatti fino ad oggi, sopravvivendo alla furia iconoclasta dei mussulmani. I templi di Khajuraho sono famosi sopratutto per le sculture erotiche che ne ornano le pareti esterne: immagini di uomini dei e persino animali in amplesso gli uni con gli altri, lascito del periodo tantrico indiano, conclusosi proprio al suo apice verso il x xi secolo con l`arrivo dei mussulmani. Rimango a Khajuraho alcuni giorni, devo ancora riprendermi e rimettermi in salute, prima di Varanasi, la citta` di Shiva. Khajuraho a differenza di Orcha non ha niente del villaggio tradizionale indiano, i prezzi sono alti ma e` un buon posto per conoscere gente che viaggia, non solo occidentali ma anche ragazzi e ragazze indiane provenienti principalmente da Mumbay che si godono le vacanze estive..."
"...In questi 10 giorni di viaggio attraverso le aride colline, tra caldo e febbre, tra palazzi e templi tra citta` avvolte da una cappa di tensione a causa del clima elettorale sono troppe le impressioni e le sensazioni e questo breve resoconto non e` sufficiente a trasmettere l`India che vedo, ma per adesso piu` non si puo` fare. E` notte e sono nel vagone letto del treno diretto finalmente a Varanasi, la citta` di Shiva. La raggiungero` domattina con le prime luci dell`alba."
...e stavolta le foto sono di piu`
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/LeMilleEUnaNotte
Negli ultimi dieci giorni ho percorso la strada verso Varanasi, la citta` di Shiva, il luogo dove gli hindu vanno a morire. Avrei potuto semplicemente prendere un treno e farmi 15 ore di viaggio da Haridwar, sotto Rishikesh, vino a Varanasi, ma ho preferito seguire un percorso alternativo, sostando dove volevo e allungando cosi` notevolmente il viaggio. Il mio viaggio comincia ad Haridwar, citta` sacra non piu` grande di Perugia, dove si terra` la prossima Maha Kumbh Mela. L`ultima si tenne nella citta` di Hallahabad, e furono 70 milioni, provenienti da tutto il mondo, le persone che parteciparono (bella festa eh?). Mi chiedo come la tranquilla e pacifica cittadina di Haridwar possa sopportare un afflusso simile. Sosto poco ad Haridwar, giusto il tempo di decidere grosso modo l`itinerario che seguiro` e ne traccio due potenziali. Il percorso piu` breve per giungere a Varanasi e` indubbiamente seguire il corso del Gange attraverso lo stato dell`Uttar Pradesh, ma sinceramente non mi attira troppo. Ci sono alcune grandi citta` ma niente di speciale, niente per cui valga davvero la pena allungare il viaggio. L`altra strada, piu` lunga, consiste nell`attraversare l`antico territorio noto come Bundelkhand, una terra semidesertica piena di antichi palazzi, fortezze abbandonate e tipici e caratteristici villaggi indiani tutti da scoprire; l`unico problema e` il caldo soffocante che avvolge le polverose colline del Bundelkhand. Ho sentito parlare anche di banditi che infestano la zona ma il loro obbiettivo sono le forze dell`ordine, non i turisti. Mentre penso al dafarsi maggiando un paneer butter masala (zuppa piccante di vegetali e formaggio) sento provenire dalla strada un gran baccano. Chiedo cosa sta` succedendo e un indiano mi risponde: "sono le elezioni. Tra pochi giorni ci saranno le elezioni in UP (Uttar Pradesh)" Osservo i manifestanti passare. Caos, confusione, inni antimussulmani. E` una dimostrazione del BJP, il partito dei fondamentalisti hindu che porto` l`India sull`orlo di una guerra termonucleare alcuni anni fa. "tutto l`UP adesso e` sotto le elezioni, c`e` molta tensione." Cominciamo bene.
In questi dieci giorni sono successe troppe cose e non potendo scriverle tutte nella pagina di un blog, mi limitero` a riportare alcuni estratti dal mio diario sulle tappe fondamentali giusto per dare un`idea.
AGRA E FATEHPUR SIKRI
La mia prima tappa e` Agra, la citta` del Taj Mahal. Tutte le persone che ho finora incontrato nel mio viaggio, compresi gli stessi indiani, mi hanno ripetuto la stessa frase: "don`t trust no one in Agra." Agra e` in qualche modo la citta` dei record: Ad Agra potete ammirare non solo il Taj Mahal ma molti dei piu` bei capolavori prodotti dalla cultura Moghul: Sikandar, il mausoleo di Akbar, dove cervi e scimmi pascolano pacifici nei giardini riproducendo le descrizioni del paradiso che troviamo nel Corano; il forte rosso di Agra, imponente e lussuossissima fortezza dove si svolgeva la vita di corte degli imperatori moghul; Fatehpur Sikri, ora una citta` fantasma, ma un tempo sfazosa corte che ospitava l`harem dell`imperatore Akbar. Agra possiede anche un altro primato: e` la citta` indiana che vanta la classe politica piu` corrotta. I soldi staziati dalla societa` archeologica indiana per il restauro del Taj sono misteriosamente spariti, ma tutta l`India sa che sono caduti in mano ai politici di Agra per pagare la polizia cosi` da farne la propria forza privata. Inoltre la citta` vive quasi esclusivamente di turismo occidentale, percio` Agra e` anche il luogo in cui maggiormente vengono compiute truffe a danno dei turisti. Insomma se volete vedere il Taj e le altre bellezze architettoniche di questa citta` dovete armarvi di pazienza, ed essere inflessibili con tutti, o altrimenti essere disposti a pagare un sacco di soldi. Riesco incredibilmente a trovare un risho` che pratica prezzi fissi e lo assoldo per l`intera giornata, riesco cosi` a visitare tutto cio` che Agra offre in un solo pomeriggio. Non entro a vedere il Taj, e` veramente troppo caro e mi accontento di osservarlo dall`altra parte della Yamuna, il fione che taglia la citta`. C`e` un`atmosfera diversa rispetto a New Delhi e lo si nota parlando con la gente. Sono tutti piu` sorridenti e viscidi allo stesso tempo. Decido di non sostare molto in citta`. ...La storia di Agra e` in compenso di gran lunga piu` interessante del suo presente. Per un certo periodo di tempo fu capitale dell`impero moghul. I Moghul, lontani parenti di Gengis Khan e Tamerlano, ormai convertiti all`islamismo erano piuttosto aperti in fatto di religioni e sopratutto interpretavano il Corano un po` a modo loro. Akbar, uno dei piu` famosi imperatori Moghul, aveva trecento mogli e cinquemila concubine. Era inoltre un convintissimo sostenitore dell`uso di stupefacienti. Beveva ogni giorno oppio in forma liquida o bhang, e non solo, obbligava anche le mogli e le serve a fare altrettanto sostenendo che la droga avesse il dono di rendere le donne piu` sensuali. Fu Saha Jahan, figlio e successore di Akbar, a progettare il Taj. La storia racconta che Sahah Jhan progetto` la meraviglia in onore alla sua moglie preferita quando essa mori` dando alla luce il suo quattordicesimo figlio. Si dice anche che il sovrano passo` gli ultimi giorni della sua vita osservando malinconicamente dal forte rosso di Agra la tomba marmorea della sua amata. Purtroppo la realta` non e` cosi` romantica. Shah Jhan infatti, oltre ad essere la fotocopia del padre per quanto riguarda donne e droghe, era anche stato iniziato, fin dalla prima giovinezza, ai misteri del sufismo; per di piu` era il piu` grande architetto dell`epoca (progettava palazzi dall`eta` di 16 anni).I moderni studiosi indiani e non sostengono che il Taj non sia semplicemente un monumento all`amore romantico, ma la riproduzione del trono di Dio in terra. Saha Jhan progetto` infatti il palazzo seguendo gli insegnamenti del sufismo e cercando di ricreare le misure perfette di quello che doveva essere il trono di Allah. Penso` veramente a tutto e persino la luce del sole nelle differenti ore del giorni ha un ruolo in questo complesso rituale architettonico. La cosa piu` interessante e` che, dove dovrebbe trovarsi il trono di Dio Shah Jhan progetto` a propria tomba. Un modo molto sottile per celebrare se stesso e la propria personalita` .
Affascinato dalla storia decisi di girarmi la maggior parte dei luoghi dove si era svolta la vita dei moghul: il forte rosso, la fortezza abbandonata di Fatehpur Sikri vicino al deserto del Rajastan, Sikandra, la toma di Akbar, che egli volle simile al paradiso terrestre ed infine il Taj. Devo dire che girovagare per tali palazzi cosi` ricchi di storia si e` rivelato interessante, ma il prezzo da pagare e` comunque molto alto. Nei pressi di Fatehpur Sikri ho rischiato per la prima volta di essere rapinato (e` una storia lunga, ma ne sono uscito indenne) e trattare con i risho` driver di Agra puo` rivelarsi davvero stancante e a volte, soprattutto se avete un gran zaino in spalla, tendono a diventare aggressivi; oltretutto la citta` pullula di comizi elettorali. Il partito del BJP e quello del Congresso si sfidano per il controllo dell`UP, uno stato strategico per la religione hindu, ci sono inoltre un mucchio di altri piccoli partiti che lottano per i diritti delle low casts o per i diritti delle donne, ma l`atmosfera sembra favorire il BJP.
L`ultimo bel ragalo Agra me lo lascia l`ultimo giorno proprio prima di prendere il treno. In stazione molta gente, persino la polizia, fuma (sigarette) e non vedendo cartelli con scritto vietato fumare mi accendo un bidi. Immediatamente arrivano due poliziotti e mi chiedono sottovoce prima 3000 poi 5000 rupie di multa. So benissimo che per una cosa del genere possono chiedermi al massimo 100 rupie e cerco di prendere tempo, insisto per pagare la multa direttamente all`ufficio della stazione. A quel punto mi lasciano andare dicendomi che per questa volta fanno i buoni. Ma la faccia da buoni non ce l`hanno.
ORCHA
Dal mio diario: "...Finalmente sono arrivato ad Orcha. Avevo inizialmente pensato di rimanere un mezza giornata in questo piccolo paesino perso nelle colline desertiche del Madhia Pradesh, e invece dovro` rimanere molto di piu` per due motivi. Primo a causa delle elezioni tutti i mezzi sono in sciopero e dovro` rimanere qui almeno tre giorni, ossia fino al 7 Aprile, termine delle elezioni; secondo perche` negli ultimi giorni sono stato colpito da buona parte dei malanni che possono cogliere un viaggiatore: avvelenamento alimentare, asma, febbre alta, infezione cutanea nella schiena ed anche un simpatico colpo di calore, contro il quale l`unico rimedio efficace e il fresco, che non c`e`. Devo dire pero` che, nonostante il mio precario stato di salute rimanere ad Orcha e` stata la scelta giusta. Questo piccolo villaggio nel deserto e` semplicemente delizioso (se solo fosse possibile ritirare denaro sarebbe anche meglio), un tempo era la capitale del misterioso regno dei Bundela, regno che anche durante la dominazione Mughul, rimase fedele alle sue radici hindu, ed e` oggi ancora possibile osservare gli antichi templi dedicati a Shiva e Parvati e l`antico forte che troneggiano sul piccolo paese. Ma non sono i monumenti a piacermi di Orcha, e` l`atmosfera. Qui i turisti dei viaggi organizzati si fermano al massimo una o due ore e il loro contatto con gli abitanti e` davvero minimo. Orcha e` riuscita in qualche modo a salvarsi dalla marea del turismo di massa che invade il resto dell`India, qui non c`e` la sensazione dell`affare, non c`e` la frenesia che altrove in India si nota. La gente e` povera ma non misera e non cercano in maniera estenuante come ad Agra di farmi comprare le loro merci. Dal Tetto del mio albergo topaia si vede tutto il paese e attorno ad esso soltanto polvere, deserto e terra riarsa dal sole e la rovina di qualche tempio che spunta qua e la` tra le colline. La notte il bazar si anima ed e` facile passare tutta la giornata conversando con gli abitanti del posto, sapere come lavorano, quali sono i loro problemi, e in mattinata incontro la stassa gente della sera precedente al fiume, a fare il bagno al fiume. E` facile abituarsi a vivere in un posto cosi` tranquillo e romantico ma rimanere qui sarebbe una follia. Il mio viaggio e` ancora molto lungo e ci sono ancora troppi luoghi da visitare. Inoltre sto` finendo i soldi e devo trovare una banca o un atm per fare il pieno. Spero di star meglio domani, il caldo comincia davvero a farsi sentire..."
KHAJURAHO
"...Finora nei miei viaggi ho conosciuto un sacco di personaggi che si sono uniti a me, alcuni per una giornata solamente, o anche meno, altri per piu` giorni, indiani, canadesi, tedeschi, un argentino, anche una coppia di israeliani. Finora pero` non ho mai incontrato un tipo interessante come Colin. Lo incontro alla stazione di Jhansi mentre aspetto l`autobus per Khajuraho. Mi offre una coca cola e facciamo amicizia. Colin e` un irlandese di 44 anni, ex pilota di formula 1 dopo un incidente si e` ritirato ed ora vende auto in UK ma non gli piace gran che. Vuole vedere se riesce a concludere qualche buon affare in India e attualmente si sta` mantenendo il viaggio spedendo pacchi di viagra ad un amico, il quale li rivende in England e gli ricarica la carta una volta al mese. Guadagna cosi` facendo 400 starline al mese, piu` che sufficienti per viaggiare in India. Mentre attraversiamo in bus le desertiche colline del Madhia Pradesh mi parla a lungo delle molteplici opportunita` che un paese come l`India oggigiorno offre e mi segno meticolosamente tutto. Le elezioni sono finite ma a quanto pare ci sara` una specie di ballottaggio. Non sono nello stato dell`UP quindi e` difficile avere informazioni. Il mio amico e` piu` informato di me anche su questo perche` e` riuscito a rimorchiare una giornalista indiana, che gli fa avere le notizie in anteprima. Mentre parliamo osservo il paesaggio circostante: cespugli, case diroccate occasionalmente qualche donna indiana vestita col tradizionale sari che porta vasi sopra la testa sotto il cocente sole di mezzogiorno; attorno a me solo deserto, polvere e qualche collina. E` la terra del bundelkhand, un tempo patria di potenti e prosperi regni che vennero successivamente dimenticati. Questo posto e` tagliato fuori dalle principali arterie stradali indiane, e la terra e` povera d`acqua; a nessuno interessa ormai piu` la terra del Bundelkhand, eccetto ai banditi in cerca di rifugio ma nasconde bellissimi templi e fortezze di tempi passati tra cui il complesso di Khajuraho. Khajuraho, ovviamente meta di viaggi organizzati e quindi, a differenza delle terre circostanti e` un luogo molto turistico. Nel 19simo secolo un ufficiale inglese scopri` dei templi hindu abbandonati nel Bundelkhand. Risalenti al x secolo erano rimasti in qualche modo intatti fino ad oggi, sopravvivendo alla furia iconoclasta dei mussulmani. I templi di Khajuraho sono famosi sopratutto per le sculture erotiche che ne ornano le pareti esterne: immagini di uomini dei e persino animali in amplesso gli uni con gli altri, lascito del periodo tantrico indiano, conclusosi proprio al suo apice verso il x xi secolo con l`arrivo dei mussulmani. Rimango a Khajuraho alcuni giorni, devo ancora riprendermi e rimettermi in salute, prima di Varanasi, la citta` di Shiva. Khajuraho a differenza di Orcha non ha niente del villaggio tradizionale indiano, i prezzi sono alti ma e` un buon posto per conoscere gente che viaggia, non solo occidentali ma anche ragazzi e ragazze indiane provenienti principalmente da Mumbay che si godono le vacanze estive..."
"...In questi 10 giorni di viaggio attraverso le aride colline, tra caldo e febbre, tra palazzi e templi tra citta` avvolte da una cappa di tensione a causa del clima elettorale sono troppe le impressioni e le sensazioni e questo breve resoconto non e` sufficiente a trasmettere l`India che vedo, ma per adesso piu` non si puo` fare. E` notte e sono nel vagone letto del treno diretto finalmente a Varanasi, la citta` di Shiva. La raggiungero` domattina con le prime luci dell`alba."
...e stavolta le foto sono di piu`
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/LeMilleEUnaNotte
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1 commento:
ciao Tony, ho finito oggi di leggere questo tuo post, tra tutto ho dovuto fare una lettura a tappe ma finalmente ce l'ho fatta...di certo non manca l'avventura oltre alla bellezza e all'interesse. dieci giorni davvero intesi se considero poi che quello che scrivi è un briciolo (forse meno) di quello che vivi...ora ti saluto che leggo anche quello nuovo...ciao, buon proseguimento...
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