A due anni di distanza dall'ultimo post ho il piacere di riaprire questo blog. A due anni esatti per l'esattezza e lo riapro esattamente dal posto in cui l'ho chiuso: Manali. Vi avevo lasciato due anni fa proprio qui per la difficolta' di reperire internet da queste parti. Manali era e rimane la porta dell'Himalaya, dell'Himalaya vero e proprio, del cuore dell'Asia.
Questa volta purtroppo non sono qui per viaggiare lasciandomi trasportare dalle situazioni e dagli umori del momento, ma devo scrivere una tesi. Come due anni fa il posto in cui sto per recarmi e' il Ladakh, il piccolo Tibet, un luogo completamente diverso dall'India anche se politicamente ne fa parte. Un luogo che fino a pochi anni fa era irraggiungibile ai piu', ed inprovvisamente in una manciata di anni si trova non solo ad essere aperto al turismo di massa ma anche ad essere una zona strategica per il controllo dell'Asia centrale, quindi e' tempestato di postazioni militari. Riportero' sotto uno schizzo del mio progetto di tesi che mi occupera' per i prossimi 2 mesi e mezzo:
Questa volta purtroppo non sono qui per viaggiare lasciandomi trasportare dalle situazioni e dagli umori del momento, ma devo scrivere una tesi. Come due anni fa il posto in cui sto per recarmi e' il Ladakh, il piccolo Tibet, un luogo completamente diverso dall'India anche se politicamente ne fa parte. Un luogo che fino a pochi anni fa era irraggiungibile ai piu', ed inprovvisamente in una manciata di anni si trova non solo ad essere aperto al turismo di massa ma anche ad essere una zona strategica per il controllo dell'Asia centrale, quindi e' tempestato di postazioni militari. Riportero' sotto uno schizzo del mio progetto di tesi che mi occupera' per i prossimi 2 mesi e mezzo:
Il Ladakh, o “Piccolo Tibet” e’ una regione himalayana situata nell’estremo nord ovest indiano. Anche se politicamente e’ un distretto dello stato del Jammu-Kashmir la sua storia e le origini del popolo ladakhi poco hanno a che fare con l’etnia kashmira e con le popololazioni indiane dalle quali si differenzia par lingua, cultura, religione e storia. Il Ladakh infatti, una grande valle tra le montagne himalayane collegata al mondo indiano solo tramite alti e difficilmente percorribili valichi, nasce come un regno legato indissociabilmente alla storia tibetana. I ladakhi, popolazione centroasiatica simile per origini etniche a quella tibetana, oggigiorno rappresentano forse l’ultimo baluardo della cultura tibetana dopo gli effetti devastanti della rivoluzione culturale cinese; nel Ladakh infatti il buddhismo tibetano e’ ancora ben vivo nei monasteri e nei viaggi e la sua influenza e’ ovunque visibile nel territorio e nelle usanza degli abitanti. La zona fu conquistata alla fine del XVIII secolo dai raja musulmani kashmiri ed entro’ cosi a far parte, almeno nominalmente, del regno kashmiro; l’Islam e’ quindi la religione secondaria della zona, anche se il luogo e’ rimasto, a causa della sua inaccessibilita’ geografica, al di fuori della storia e dell’influenza culturale kashmira. Con la nascita dell’India il Kashmir, e quindi il Ladakh entrano a far parte dell’unione indiana e il luogo viene chiuso ai visitatori per i notevoli rischi che un viaggio in Ladakh presenta. Per circa 20 anni la regione rimane isolata come mai nella storia, I veicoli motorizzati difficilmente transitano a causa della mancanza di strade e di rifornimento di carburante e l’economia interna, da sempre basata sul’autosussistenza piu’ che sul commercio non risente drastici cambiamenti. Il luogo comincia pero’ a rivestire una certa importanza per il governo indiano a partire dagli anni ’60 quando sia la Cina che il Pakistan per motivi diversi cercano di invadere la zona. Immediatamente c’e’ necessita’ di militarizzare la zona, vengono costruite le prime stazioni di rifornimento carburante e vengono costruite strade per trasportare vettovaglie, munizioni e benzina; contemporaneamente la richiesta d’ingresso da parte dei turisti occidentali si intensifica a cause dell’interesse verso la religione buddhista tibetana a seguito della sua persecuzione in Tibet causata dalla rivoluzione culturale.
Alla fine degli anni sessanta il governo indiano sente l’esigenza di varare un programma di sviluppo per il Ladakh. La collaborazione della popolazione nella costruzione delle infrastrutture utili all’esercito e’ essenziale, il paese deve essere elettrificato, reperire carburante dovra’ essere semplice ed il popolo ladakhi, in quanto facente parte politicamente dell’India dovra’ naturalmente essere la manodopera di tale sviluppo. Comincia cosi’ la modernizzazione del Ladakh: lo sviluppo segue naturalmente il modello occidentale; vengono edificate scuole dove le lezioni sono tenute in Urdu, e l’esame finale in inglese e con il lavoro viene introdotta la moneta indiana. La ricezione da parte dei ladakhi del moderno concetto di sviluppo e di economia avviene pero’ lentamente, il denaro viene inizialmente percepito come un bene di lusso, e non lo si utilizza per acquistare cibo e beni primari bensi’ per oggetti d’artigianato con scopi spesso decorativi.
La situazione sara’ destinata a cambiare drasticamente a meta’ degli anni settanta quando il Ladakh viene aperto al turismo. Negli anni immediatamente successivi il numero di turisti aumenta esponenzialmente. L’impatto che il crescente fenomeno turistico ha sui ladakhi non ne sconvolge solamente le istituzioni economiche ma anche e soprattutto quelle sociali. I primi turisti a giungere in Ladakh negli anni settanta sono molto spesso cio’ che rimane del movimento hippie, giovani in cerca di nuove forme di spiritualita’ e della visione di uno stile di vita alternativa rispetto al consumismo occidentale; in questa prima fase i turisti sono ancora relativamente pochi, un numero sostenibile per I ladakhi che ospitano con facilita’ gli stranier anche gratis, o in cambio di piccoli lavori domestici. Negli ottanta e novanta la zona diventa famosa per i suoi paesaggi incontaminati e le sue altitudini elevate, adatte agli amanti di trekking e di sport estremi. Il flusso aumenta e cambia il tipo di turista. Non difficilmente gia’ agli inizi degli anni ottanta I primi trekker spendevano volentieri in un giorno un ammontare di denaro pari alla spesa di una famiglia ladakhi media di un anno. Con l’aumentare del numero dei turisti cominciano a nascere le prime infrastrutture ad essi dedicate. Attualmente Leh, la capitale del Ladakh e’ dotata di servizi internet, di alcuni ristoranti italiani ed israeliani e di alcuni hotel dotati di elettricita’ e docce, oltre che di un numero imprecisato di negozi di artigianato per turisti. I ladakhi che vivono nella capitale hanno recentemente imparato dai loro vicni indiani l’arte della contrattazione che impiegano verso I turisti ma anche verso I propri, e piu’ ingenui compaesani dei villaggi quando si recano a vendere il loro artigianato in citta’.
I soggetti piu’ sensibili all’apertura verso il mercato globale e lo sviluppo commerciale sono ovviamente I giovani, che spesso abbandonano casa e famiglia per cercare fortuna in citta’ proponendosi come guide turistiche. Non tutti riescono e per la prima volta nella sua storia recente il Ladakh vede nascere nella sua capitale un ceto povero: compaiono I primi giovani senzatetto. Coloro che invece hanno successo assieme al denaro assorbono anche lo stile di vita occidentale la cui immagine viene trasmessa loro oltre che dai turisti anche dal cinema indiano. Non e’ infrequente quindi vedere giovani guide ladakhi sfoggiare maglie con immagini di sconosciute rock band americane, jeans aderentissimi e pacchetto di Marlboro in bella vista. Se interrogati sulla loro famiglia e sulle loro tradizioni rispondono spesso con un misto di vergogna e disprezzo parlando dei parenti che ancora vivono in campagna come dei lenti, pigri e stupidi contadini che non fanno altro che lavorare tutto il giorno e rifiutano il progresso e la luce elettrica.
Anche la situazione nelle campagne si e’ fatta negli anni piu’ delicata. La mancanza di manodopera giovane e’ diventata un problema, considerando anche il fatto che molti padri di famiglia sono stati obbligati ad arruolarsi come militari per sostenere l’aumento delle tasse necessarie per lo sviluppo. Altro dato importante da considerare, frutto anch’esso dell’applicazione dei piani di sviluppo e della nuova ricchezza derivata dal turismo e’ l’aumento considerevole del divario fra ricchi e poveri e la conseguente creazione di nuove classi sociali in una societa’ che al di fuori di Leh e dei monasteri, cioe’ nei piccoli villaggi montani, era storicamente paritaria.
Un po' lungo ma almeno sapete di cosa sto' parlando. Appena posso scrivero' di New Delhi e di manali e se mi riesce carico un paio di video

Nessun commento:
Posta un commento