Che vi piaccia o meno Leopardi non potrete non pensare alla sua poesia sui nomadi che percorrono questa parte di mondo mentre vi trovate nelle aride valli del Ladakh.
Questa terra, arida, difficilmente raggiungibile, al contrario di essere un luogo isolato dal mondo, e' stata per secoli un importante punto di passaggio della via della seta. Mercanti provenienti da tutta l'Asia (ed anche dall'Europa) hanno attraversato il paese degli alti passi trasportando con loro i prodotti di terre lontane, e con essi la loro cultura ed il loro sangue, creando in questa terra di nessuno che comprende oltre al Ladakh, parte dell'Afghanistan, dell'Hindu Kush, del Xinkiang (spero di averlo scritto bene) , del Tibet del Baltistan e dello Yarkhand un vero e proprio melting pot dove da secoli tutto si mescola eppure tutto sembra resti uguale. Adesso il modo di commerciare e' cambiato e questa terra di viaggi e avventurieri e' stata separata da confini, e i passi che prima univano l'Asia adesso la dividono in traballanti ed incerti stati nazione o province autonome dalla dubbia stabilita' politica. Migliaia di militari sorvegliano le antiche strade che una volta unificavano il Ladakh con i territori che oggi fanno parte di Pakistan e Cina rendendone impossibile il transito e causando la morte delle antiche strade un tempo ombelico del mondo.
Fortunatamente in alcune remote zone di questo arido paradiso esistono ancora popolazioni nomadi che non hanno abbandonato il loro stile di vita. A circa 250 kilometri a sud est di leh, nella zona dei laghi Tso Moriri e Tso Kar vivono ancora i nomadi Chang. La loro vita e' legata all'allevamento di animali e sono i maggiori produttori della lana Pashmina, da cui si ricava la preziosa lana Kashmira, cosi' ricercata dai regnanti e dai nobili inglesi, prima fra tutti la regina Vittoria.
Io e i miei amici abbiamo deciso di visitare per alcuni giorni la terra dei nomadi. Abbiamo trovato alcuni campi e sono riuscito a scambiare con essi alcune parole. Purtroppo la maggior parte di loro al momento si trova nei pascoli di alta montagna e sarebbero necessari giorni di viaggio a piedi per raggiungerli e purtroppo non ne ho il tempo. Ho potuto pero' dormire in uno dei loro villaggi fantasma nei quali si rifugiano durante i rigidissimi mesi invernali, quando la temperatura raggiunge i meno 40 gradi centigradi.
Per quanto poco ho potuto interagire con questi ultimi superstiti di un tempo che volge al tramonto, mi e' impossibile non raccogliere alcune impressioni sul loro stile di vita, uno stile di vita indubbiamente durissimo, legato indissolubilmente agli animali e al territorio, alle pochissime risorse cioe' che questa terra offre. I nomadi riescono a sfruttare il territorio al meglio, piegandosi ai suoi capricci, spostandosi continuamente per seguire il ricambio stagionale di risorse, cercando di non inaridire i pochi pascoli disponibili sfruttandoli eccessivamente. Ogni nomade dipende dal gruppo, e se possibile tra loro la vita comunitaria e' ancora piu' forte che nei remoti villaggi ladakhi. Il problema del singolo diviene ben presto problema collettivo,e benche' il valore individuale sia ritenuto di fondamentale importanza, la vita dell'uno e' intrinsecabilmente legata a quella del gruppo. Non esiste isolamento, sarebbe mortale.
Ma forse la cosa che colpisce di piu' e che mi fa pensare alla vita dei nomadi con un pizzico di invidia e' la mancanza di confini che questi paesaggi lunari himalayani suggeriscono all'occhio, e diventa facile lasciar correre la fantasia lungo le increspature della superficie del lago tso moriri, che riflette le variopinte cime delle piu' alte montagne del mondo e le stelle sopra di esse.
Finalmente sono riuscito a caricare alcune foto, anche se non sono molte e non sono un gran che. Forse riesco a caricare anche qualche video.
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/CantoDiUnPastoreErranteDellAsia#
ECCO I VIDEO. Ho sofferto tanto per caricarli e alla fine non li ho potuti mettere su tutti. Pazienza, ci sono solo i piu' brevi.
http://www.youtube.com/watch?v=y7QHjD9gSh4
http://www.youtube.com/watch?v=0XxXVQT6HoE
http://www.youtube.com/watch?v=Mn2AsYLziPo
http://www.youtube.com/watch?v=lGmhvIfdISs
http://www.youtube.com/watch?v=-yFwbXDJ4KU
http://www.youtube.com/watch?v=AoDdAHj4GIw
http://www.youtube.com/watch?v=wkB3UP5m26w
http://www.youtube.com/watch?v=T44iMms2_WQ
Questa terra, arida, difficilmente raggiungibile, al contrario di essere un luogo isolato dal mondo, e' stata per secoli un importante punto di passaggio della via della seta. Mercanti provenienti da tutta l'Asia (ed anche dall'Europa) hanno attraversato il paese degli alti passi trasportando con loro i prodotti di terre lontane, e con essi la loro cultura ed il loro sangue, creando in questa terra di nessuno che comprende oltre al Ladakh, parte dell'Afghanistan, dell'Hindu Kush, del Xinkiang (spero di averlo scritto bene) , del Tibet del Baltistan e dello Yarkhand un vero e proprio melting pot dove da secoli tutto si mescola eppure tutto sembra resti uguale. Adesso il modo di commerciare e' cambiato e questa terra di viaggi e avventurieri e' stata separata da confini, e i passi che prima univano l'Asia adesso la dividono in traballanti ed incerti stati nazione o province autonome dalla dubbia stabilita' politica. Migliaia di militari sorvegliano le antiche strade che una volta unificavano il Ladakh con i territori che oggi fanno parte di Pakistan e Cina rendendone impossibile il transito e causando la morte delle antiche strade un tempo ombelico del mondo.
Fortunatamente in alcune remote zone di questo arido paradiso esistono ancora popolazioni nomadi che non hanno abbandonato il loro stile di vita. A circa 250 kilometri a sud est di leh, nella zona dei laghi Tso Moriri e Tso Kar vivono ancora i nomadi Chang. La loro vita e' legata all'allevamento di animali e sono i maggiori produttori della lana Pashmina, da cui si ricava la preziosa lana Kashmira, cosi' ricercata dai regnanti e dai nobili inglesi, prima fra tutti la regina Vittoria.
Io e i miei amici abbiamo deciso di visitare per alcuni giorni la terra dei nomadi. Abbiamo trovato alcuni campi e sono riuscito a scambiare con essi alcune parole. Purtroppo la maggior parte di loro al momento si trova nei pascoli di alta montagna e sarebbero necessari giorni di viaggio a piedi per raggiungerli e purtroppo non ne ho il tempo. Ho potuto pero' dormire in uno dei loro villaggi fantasma nei quali si rifugiano durante i rigidissimi mesi invernali, quando la temperatura raggiunge i meno 40 gradi centigradi.
Per quanto poco ho potuto interagire con questi ultimi superstiti di un tempo che volge al tramonto, mi e' impossibile non raccogliere alcune impressioni sul loro stile di vita, uno stile di vita indubbiamente durissimo, legato indissolubilmente agli animali e al territorio, alle pochissime risorse cioe' che questa terra offre. I nomadi riescono a sfruttare il territorio al meglio, piegandosi ai suoi capricci, spostandosi continuamente per seguire il ricambio stagionale di risorse, cercando di non inaridire i pochi pascoli disponibili sfruttandoli eccessivamente. Ogni nomade dipende dal gruppo, e se possibile tra loro la vita comunitaria e' ancora piu' forte che nei remoti villaggi ladakhi. Il problema del singolo diviene ben presto problema collettivo,e benche' il valore individuale sia ritenuto di fondamentale importanza, la vita dell'uno e' intrinsecabilmente legata a quella del gruppo. Non esiste isolamento, sarebbe mortale.
Ma forse la cosa che colpisce di piu' e che mi fa pensare alla vita dei nomadi con un pizzico di invidia e' la mancanza di confini che questi paesaggi lunari himalayani suggeriscono all'occhio, e diventa facile lasciar correre la fantasia lungo le increspature della superficie del lago tso moriri, che riflette le variopinte cime delle piu' alte montagne del mondo e le stelle sopra di esse.
Finalmente sono riuscito a caricare alcune foto, anche se non sono molte e non sono un gran che. Forse riesco a caricare anche qualche video.
http://picasaweb.google.com/cioniantonio/CantoDiUnPastoreErranteDellAsia#
ECCO I VIDEO. Ho sofferto tanto per caricarli e alla fine non li ho potuti mettere su tutti. Pazienza, ci sono solo i piu' brevi.
http://www.youtube.com/watch?v=y7QHjD9gSh4
http://www.youtube.com/watch?v=0XxXVQT6HoE
http://www.youtube.com/watch?v=Mn2AsYLziPo
http://www.youtube.com/watch?v=lGmhvIfdISs
http://www.youtube.com/watch?v=-yFwbXDJ4KU
http://www.youtube.com/watch?v=AoDdAHj4GIw
http://www.youtube.com/watch?v=wkB3UP5m26w
http://www.youtube.com/watch?v=T44iMms2_WQ
1 commento:
Sono riuscito a riattivare il vecchio account con il quale ti lasciavamo commenti riguardo al tuo primo viaggio...non sono franco,bensì ottorino!ma comunque sempre allievo del sommo rimango!
cosa dire?ho visto le foto che hai pubblicato e devo dire che è uno spettacolo!tso moriri e le terre dei nomadi sono stupefacenti....esprimono la libertà,la pace,la vita...bella l'idea di fotografare i turisti che fotografano gli autoctoni!questa si che è antropologia!domani me guardo anche i video!ciao toni e buon lavoro!!!
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