Ciao A tutti!
Inizio questo post con un pensiero sulle feste natalizie. Proprio due giorni fa parlo con una mia amica che ha condiviso con me alcune serate tra Natale e Capodanno. In generale arriviamo alla conclusione che sono state proprio belle. Barbamicio, un altro partecipante alle Saturnali, sostiene che feste di Natale belle così non se ne vedevano da una decina di anni. E pensandoci ha ragione, questi ultimi giorni sono stati un susseguirsi di concerti, eventi, serate fino a tardi dove nessuno aveva veramente voglia di andarsene a letto prima di tutti gli altri, serate caratterizzate da mescolamenti umani di vario genere in posti spesso improbabili. Personalmente mi viene difficile riorganizzare tutte le giornate, tutte le serate, tutti gli eventi e tutti gli abbracci che ho dato qua e là.
Ma perché c'era questa grandiosa voglia di celebrare il tempo come se non ci fosse un domani? I motivi sono vari ma probabilmente uno su tutti è il ritorno a casa degli amici e parenti che per un motivo o per un altro adesso vivono all'estero.
Dieci anni fa erano pochi quelli che vivevano fuori e ritornavano per Natale; ogni anno però aumentano sempre più. E ammettiamolo, rispetto agli anni '90 la vita da queste parti è radicalmente cambiata, se non altro perché la quantità di gente in giro, e sto parlando di giovani ovviamente, è quasi dimezzata.
Uno stillicidio avvenuto pian piano nel tempo, non ce ne siamo veramente accorti. Nicola al momento lavora a Londra, Giacomo sta a Berlino, altri a Barcellona, sono lì al momento, ma torneranno è ovvio, mica sono lì per sempre. Sono partiti tutti momentaneamente, non hanno fatto come i nostri nonni che andavano in America per sempre. Eppure alla fine li rivediamo solo a Natale. Certo all'estero si trovano tutti bene, a volte è dura ovviamente, ma meglio che qui. Quest'anno però qualche lacrimuccia prima del ritorno oltralpe l'ho vista.
L'inverno coincide anche con una fase dove i freelance che fanno i conti con la partita IVA hanno un calo impressionante di lavoro. Io sono uno di quelli. Ah, e per inciso, non solo non prendiamo la tredicesima ma abbiamo anche da pagare il meraviglioso acconto iva a inizio dicembre, quindi di solito la situazione è: niente soldi e niente lavoro. Non mi stupirebbe se tra qualche anno nascesse una nuova immigrazione, magari stagionale, come le rondini: via d'inverno e si torna tutti a primavera. Io potrei rientrarci.
In un mondo del genere i rapporti sociali rischiano davvero di diventare frammenti tenuti in vita da internet. E non mi sta molto bene. Quindi ho deciso che la mia migrazione stagionale questa volta (oltre il volo in Georgia del quale riparlerò tra poco) sarà dedicata proprio ad alcune di quelle persone che ho rivisto per le vacanze di Natale. Purtroppo, sempre a causa del denaro che non c'è non potrò andare a trovarle tutte (progetto che rimando all'anno prossimo) ma andrò almeno a trovare mio fratello a Berlino.
E lo voglio fare come uno zingaro, tanto per sottolineare la nostra condizione di quasi profughi.
Quindi ho deciso che oggi parto per Berlino sfruttando passaggi in macchina su blablacar e dormendo a couchsurfing. Farò delle tappe ovviamente, e delle deviazioni, sia all'andata sia al ritorno, per rivedere la maggior parte degli amici. So che è un viaggio dal sapore vagamente adolescenziale, ma del resto questi sono i mezzi di cui dispongo: condividere case, mezzi, spazi e risorse per abbattere la frammentazione, l'isolamento, per tornare un po' in contatto.
Partenza: oggi alle 22:10, prima tappa:Monaco, dove starò due giorni
Inizio questo post con un pensiero sulle feste natalizie. Proprio due giorni fa parlo con una mia amica che ha condiviso con me alcune serate tra Natale e Capodanno. In generale arriviamo alla conclusione che sono state proprio belle. Barbamicio, un altro partecipante alle Saturnali, sostiene che feste di Natale belle così non se ne vedevano da una decina di anni. E pensandoci ha ragione, questi ultimi giorni sono stati un susseguirsi di concerti, eventi, serate fino a tardi dove nessuno aveva veramente voglia di andarsene a letto prima di tutti gli altri, serate caratterizzate da mescolamenti umani di vario genere in posti spesso improbabili. Personalmente mi viene difficile riorganizzare tutte le giornate, tutte le serate, tutti gli eventi e tutti gli abbracci che ho dato qua e là.
Ma perché c'era questa grandiosa voglia di celebrare il tempo come se non ci fosse un domani? I motivi sono vari ma probabilmente uno su tutti è il ritorno a casa degli amici e parenti che per un motivo o per un altro adesso vivono all'estero.
Dieci anni fa erano pochi quelli che vivevano fuori e ritornavano per Natale; ogni anno però aumentano sempre più. E ammettiamolo, rispetto agli anni '90 la vita da queste parti è radicalmente cambiata, se non altro perché la quantità di gente in giro, e sto parlando di giovani ovviamente, è quasi dimezzata.
Uno stillicidio avvenuto pian piano nel tempo, non ce ne siamo veramente accorti. Nicola al momento lavora a Londra, Giacomo sta a Berlino, altri a Barcellona, sono lì al momento, ma torneranno è ovvio, mica sono lì per sempre. Sono partiti tutti momentaneamente, non hanno fatto come i nostri nonni che andavano in America per sempre. Eppure alla fine li rivediamo solo a Natale. Certo all'estero si trovano tutti bene, a volte è dura ovviamente, ma meglio che qui. Quest'anno però qualche lacrimuccia prima del ritorno oltralpe l'ho vista.
L'inverno coincide anche con una fase dove i freelance che fanno i conti con la partita IVA hanno un calo impressionante di lavoro. Io sono uno di quelli. Ah, e per inciso, non solo non prendiamo la tredicesima ma abbiamo anche da pagare il meraviglioso acconto iva a inizio dicembre, quindi di solito la situazione è: niente soldi e niente lavoro. Non mi stupirebbe se tra qualche anno nascesse una nuova immigrazione, magari stagionale, come le rondini: via d'inverno e si torna tutti a primavera. Io potrei rientrarci.
In un mondo del genere i rapporti sociali rischiano davvero di diventare frammenti tenuti in vita da internet. E non mi sta molto bene. Quindi ho deciso che la mia migrazione stagionale questa volta (oltre il volo in Georgia del quale riparlerò tra poco) sarà dedicata proprio ad alcune di quelle persone che ho rivisto per le vacanze di Natale. Purtroppo, sempre a causa del denaro che non c'è non potrò andare a trovarle tutte (progetto che rimando all'anno prossimo) ma andrò almeno a trovare mio fratello a Berlino.
E lo voglio fare come uno zingaro, tanto per sottolineare la nostra condizione di quasi profughi.
Quindi ho deciso che oggi parto per Berlino sfruttando passaggi in macchina su blablacar e dormendo a couchsurfing. Farò delle tappe ovviamente, e delle deviazioni, sia all'andata sia al ritorno, per rivedere la maggior parte degli amici. So che è un viaggio dal sapore vagamente adolescenziale, ma del resto questi sono i mezzi di cui dispongo: condividere case, mezzi, spazi e risorse per abbattere la frammentazione, l'isolamento, per tornare un po' in contatto.
Partenza: oggi alle 22:10, prima tappa:Monaco, dove starò due giorni
1 commento:
Un'altra avventura che probabilmente ti arricchirà notevolmente (non sto parlando di soldini ovvio)
Buon viaggio
RC
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