mercoledì 12 febbraio 2014

Munich, Leipzig, Berlin parte 1

Parto un venerdi' sera. Il primo passaggio e' Arezzo - Monaco, un bel viaggetto.
  L'autista e' un ragazzo domenicano. Un tipo bello robusto, molto chiacchierone e attivo. Insieme a noi viaggia una coppia di spagnoli che sono in erasmus ad Arezzo. Il domenicano, che chiamero' Giampaolo, ha una cicatrice sul sopracciglio sinistro ed un'altra sul labbro superiore sinistro. Sara' mica la stessa coltellata? Ma sara' mica...?
  "Insomma oltre che in repubblica domenicana ed in Europa dove hai viaggiato?"
"Soprattutto Colombia, e anche Venezuela." A posto. E si comincia cosi'.

Guido io da Firenze a Trento e arriviamo a Monaco la mattina alle 7. Abbiamo lasciato gli spagnoli ad Innsbruck. Giampaolo e' cosi' chiacchierone che non ho chiuso occhio. E a Monaco mi aspettera´una lunghissima giornata. Ho trovato due persone che mi ospiteranno. Un francese e un italiano di Merano. Il francese sabato l'italiano domenica. Vedro' il mio primo contatto alle 5 del pomeriggio perche' prima e' fuori citta' . Non ho dormito e ma non ho scelta, mi avvio per Monaco e inizio a visitare la citta'.



MONACO

Paragonando Monaco alle altre citta' del nord est tedesco che conosco non posso fare a meno di notare l'enorme differenza di stile. Monaco e' una citta' "carina". Una cartolina bavarese. Sono tutti molto gentili e c'e' molto spazio. Non vedo le enormi zone industriali conquistate da eserciti di creativi e poveri bohemien e neppure la furia del distruggi e ricostruisci berlinese. Tutti salutano dicendo "Servus" e anche se e' una citta' davvero vivibile manca del fascino postmoderno che caratterizza Leipzig, Berlino, Dresda e altre citta' del nord est.

Sulla scia del progetto georgiano avevo deciso di viaggiare con i mezzi della sharing economy. Monaco si rivela il primo personale esperimento sul tema. Al momento sono solo, senza compagni di viaggio che conosco e dunque sono per forza di cose obbligato a fare amicizia. Durante il tragitto in macchina sono stato obbligato a parlare con i passeggeri e ora a Monaco non si trattera' piu' solo di parlare ma verro' accolto in casa di persone che non conosco e che non mi conoscono. Ho fatto anche io accoglienza e so che puo' essere difficile aprire le porte di casa ad un completo sconosciuto. Si entra nel bene o nel male nell'intimita' di una persona. Le case che vedo raccontano le persone che le vivono: la quantita' di oggetti, la loro sistemazione, l'odore, la condizione della cucina, la decorazione delle pareti. La propria casa è più di un biglietto da visita, è mostrare le proprie abitudini ad uno sconosciuto. Ad ospitarmi è un ragazzo francese e il giorno seguente uno di Merano e in due giorni faccio esperienza di stili di vita completamente diversi e devo in qualche modo riuscire a comunicare e a pormi con entrambi.
  Il francese con i suoi amici mi mostra la città, il museo BMW e mi raccontano molte cose sul fatto che la città è pulita, c'è molto spazio, non c'è disoccupazione, tutti sono gentilissimi e molto cordiali, patria dell'Oktoberfest, dell'Augustiner e del nazismo. Devo essere sincero però, in fondo queste informazioni mi interessano, almeno in questo momento della vita, quanto la consistenza di un caco mela, quindi decido che due giorni bastano e parto, di nuovo con un passaggio, verso Lipsia che è tutt'altra storia...


Le foto non sono molte e riguardano soprattutto gli amanti dell'automobile




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