giovedì 20 febbraio 2014

Che succede in Ucraina?

Nelle ultime settimane giornali o televisione propongono ripetutamente notizie sui disordini in Ucraina. Come spesso succede le notizie sono frammentarie e io personalmente ho difficoltà a capire cosa sta succedendo davvero in Ucraina. La prima domanda che mi viene da pormi e alla quale nessun giornale sa darmi una risposta esauriente è:

Perché c'è una protesta in corso?



L'Ucraina è un grande paese situato geograficamente tra la Russia e l'Europa. Buona parte dei motivi della protesta deriva proprio da questo.
  La situazione politica è ovviamente complessa ma sostanzialmente possiamo suddividere l'opinione pubblica in due grosse linee di pensiero: quella filosovietica e quella filoeuropea. Ovviamente queste due correnti di pensiero sono rispettivamente sostenute da Putin, che sta mirando a riottenere un'egemonia russa su tutti i paesi dell'ex URSS, e dall'Europa, che invece ha dato forse troppo per scontato l'ingresso dell'Ucraina e paesi confinanti nell'universo occidentale. Il 21 Novembre 2013 il presidente ucraino filorusso Yanukovich rifiuta di sottoscrivere il Deep and Comprehensive free Trade Agreement, un accordo commerciale che avvicinerebbe l'Ucraina all'UE e contemporaneamente rifiuta di procedere verso il rilascio di Yulia Tymoshenko, ex primo ministro attualmente in carcere. La sua incarcerazione era stata dichiarata illegale dalla corte europea. In pratica Yanukovich chiude completamente all'UE per seguire Putin nel suo progetto di Unione Euroasiatica.
  Iniziano subito delle proteste ignorate e represse da Yanukovich, ma ovviamente questa strada non fa che aumentare il numero dei manifestanti, tanto che il 1° Dicembre raggiungono quota 300000, ma qualcosa è cambiato. La protesta si è trasformata da filoeuropea a anti Yanukovich. Il popolo non vuole essere governato da una marionetta al servizio della Russia, e richiede un'Ucraina politicamente autonoma e democratica dove il potere rappresenti il popolo. Tra i manifestanti c'è una forte presenza ultranazionalistica.



La situazione precipita

Yanukovich continua a fare il gioco della Russia rifiutando un accordo commerciale europeo sul metano e chiedendo a Putin un enorme prestito (15 miliardi di dollari) e uno sconto sul gas, sancendo ormai definitivamente la dipendenza dell'Ucraina dalla Russia e adeguandosi alla linea politica del potente vicino. In Ucraina si arrabbiano quasi tutti: progressisti filoeuropei, fazioni ultranazionalistiche e persino Ultras del calcio. Nel frattempo le manifestazioni, forse per stanchezza, calano di numero, ma l'atmosfera rimane tesa. Siamo a fine Dicembre. Con un po' di diplomazia e di lungimiranza Yanukovich avrebbe potuto a questo punto evitare una rivolta popolare semplicemente non facendo niente ed accettando il fatto che in ogni paese democratico esiste un'opposizione che si esprime anche con manifestazioni di piazza. Invece il nostro, scaltro come una faina, e forse troppo abituato a metodi autoritaristici, il 16 Gennaio fa approvare al Parlamento (che obbedisce senza discutere) una "legge anti-protesta", che limita fortemente la libertà di stampa e il diritto a manifestare. Un bavaglio per azzittire il popolo mentre le trattative sul prestito e sul gas vanno avanti. Il giorno dopo si scatena la guerriglia urbana.


Per seguire le notizie in tempo reale questa è una pagina di Euromaidan, il movimento europeista:

e qui le fonti delle notizie:

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