giovedì 13 febbraio 2014

Leipzig, Plagwitz - vita bohemien postindustriale

Il ragazzo che mi ospiterà a Lipsia vive nel quartiere di Plagwitz il che, anche se ancora non lo so, è una fortuna. Mi scrive dicendo di incontrarlo nel posto dove lavora che , mi spiega, è una specie di bar. Ci vado con una mia amica e mentre camminiamo per le fredde strade di Lipsia non posso fare a meno di notare l'enorme differenza tra questa città, o meglio questa parte della città, e Monaco. Plagwitz si presenta come una zona industriale fuoriuscita da qualche guerra.




 Ci sono case, negozi e bar ma su tutto dominano enormi edifici industriali in rovina, che perdono la loro austerità colorandosi di graffiti, arte di strada e slogan che mi fanno capire di essere in un quartiere molto vivo. Effettivamente sembra che ci sia stato un bombardamento: vecchie fabbriche in rovina, vetri distrutti e edifici che sembrano vuoti. Ma nella Germania dell'est l'apparenza inganna; siamo in una terra poco appariscente, dove bisogna sempre entrare dentro per vedere che succede, bisogna essere curiosi.
  Il bar del mio ospite si chiama "zum wilde Heinz" - "dal selvaggio Heinz" e quando arriviamo rimaniamo un po' sorpresi. Il bar è uno spiazzo di terra e cemento dove fanno la loro presenza due casupole di legno costruite a mano. Entriamo dentro e vediamo subito una capra che si aggira allegramente nel cortile spiando l'interno del bar da una finestra. Il mio ospite (lo chiamerò Romeo) ci accoglie subito. E' indubbiamente un fricchettone e ci fa accomodare all'interno del bar. Ci sono alcuni disegni, una stufa accesa e un uomo sui trenta con il figlio piccolo. Beviamo un tè caldo e facciamo conoscenza. L'intero bar è dedicato alla capra che si chiama Heinz ed è la mascotte del luogo. Una cosa del genere a Monaco sarebbe impensabile.



 Romeo ha viaggiato molto facendo mercatini ai festival o agli eventi; ha vissuto così per tre anni, adesso lavora in alcuni locali tutti simili a questo e tutti a Plagwitz. Parlando con lui vengo a sapere molte cose su questo quartiere.
  Plagwitz era la vecchia zona industriale di Lipsia, o meglio la più famosa. Dopo la caduta del muro circa metà della popolazione abbandona la città per recarsi ad ovest e Lipsia rimane praticamente vuota, le industrie chiudono o si trasferiscono e le fabbriche rimangono inutilizzate. La situazione comincia pian piano a cambiare negli ultimi anni quando eserciti di bohemien ma anche di normalissime famiglie, cominciano a trasferirsi nella zona ricostruendola. In Italia questo non sarebbe possibile perché le fabbriche sarebbero di proprietà dello stato oppure private, e dunque in entrambi i casi, inaccessibili alla massa. La politica di Lipsia invece è stata ben diversa: gli edifici vengono messi a disposizione dallo stato a gruppi di persone, associazioni o sindacati speciali ed esistono fondamentalmente due soluzioni: o l'edificio viene venduto a prezzi irrisori, oppure viene dato in comodato d'uso gratuitamente a patto che gli affittuari provvedano alla rivalorizzazione dello stabile. Non è quasi mai un solo privato che acquista l'edificio magari per scopi industriali, ma spesso si tratta di gruppi di persone con pochi soldi che li acquistano a scopo residenziale, ricostruendoli pian piano o trasformandoli, in alcuni casi, in club.





Romeo mi dice che la forma più comune di recupero vecchi edifici è l'

HOUSE PROJECT:
Un gruppo di persone racimola un numero sufficiente di fondi per acquistare una vecchia fabbrica. Il prezzo è molto basso. Gli acquirenti si impegnano personalmente alla ricostruzione, e la fabbrica diventa nel corso degli anni qualcosa a metà strada tra un condominio ed un ecovillaggio. Ci vogliono più o meno gli stessi soldi per riparare l'edificio che per restaurare un piccolo borgo nella campagna toscana, anzi forse anche meno. Il tempo dei lavori può essere molto lungo. l'elemento fondamentale dell'house project è la vita di comunità tra i partecipanti al progetto: spesso si cena in comune, c'è un mutuo aiuto nel gruppo, si organizzano party, e spessissimo è possibile alloggiare in house project gratis in cambio di lavori di volontariato. Quindi è perfetto per chi viaggia senza soldi e ama la vita comunitaria: lavoro volontario in cambio di vitto e alloggio.
qui c'è un esempio di house project

OK, il post sta diventando troppo lungo, finisco domani con Plagwitz,
Ciao adesso!

Si rigrazia Samira Neumann per le foto






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