giovedì 6 marzo 2014

Danzando in Europa: Squatters in France

La prima parte è qui



"...Dopo la breve esperienza in Norvegia il master si è spostato in Francia, a Clermont-Ferrand, una cittadina in Auvergne, dove sono rimasta dieci mesi. La sensazione iniziale è stata quella di riavvicinarmi culturalmente a casa. Non vivevamo più in una gabbia d'oro studentesca ma nella città stessa. Dieci mesi sono un tempo abbastanza lungo da conoscere a fondo il luogo dove vivi, troppo lungo per essere riassunto in poche righe.




Una delle esperienza più significative è stata il mio incontro con il mondo dei centri sociali francesi: gli squat. Centri occupati simili ai nostri centri sociali dove si svolgono moltissime attività sociali, dai corsi di danza agli eventi musicali. Ho insegnato danza in uno di questi centri per un po', faceva parte del programma.


  C'è una certa differenza tra gli squat e gli house project tedeschi, perché mentre a Lipsia è lo stato, cioè il comune, che mette legalmente a disposizione degli spazi non utilizzati, gli squat francesi sono completamente illegali: centri occupati. L'idea di squat non si limita alla Francia. Ce ne sono in Italia, in Inghilterra, in Nord Europa, anche in India.


  In Francia lo squat prende la sua colorazione. Parigi è una delle città più care d'Europa e permettersi un affitto spesso è difficile. Molto spesso sono gruppi di immigrati, magari nelle banlieue, a squattare, in silenzio, in ombra, rimanendo lontani dai riflettori. Ma dall'inizio degli anni '80 qualcosa è cambiato. Nel 1981 infatti il collettivo artistico Cloch-Art, promuove l'idea di "occupazione artistica". Prendono un edificio a Parigi che viene utilizzato come museo, come atelier e anche ovviamente come centro culturale.

  Dopo questo primo inizio le esperienze di squat artistico si moltiplicano e nascono sempre più posti in Francia dove la cultura non viene solamente ricordata ma creata e vissuta. E' possibile viaggiare in Francia e pernottare esclusivamente negli squat a prezzi bassissimi. Molto spesso gli squatter vivono nei luoghi che occupano.

  Ovviamente ci sono poi molte tipologie di squat. Alcuni sono fortemente orientati politicamente. A
Clermont lo squat più famoso è l'Hotel des-Viles



  Ho visitato anche altri squat. Con un po' di conoscenze puoi vivere negli squat gratis, semplicemente dando una mano, un po' come gli house project di Lipsia. E' un mondo molto interessante, che non si isola dal resto del vita urbana, anzi è molto aperto.



  In definitiva posso dire che la vita dei centri occupati è stata un momento molto importante nell'esperienza francese. Ho visitato anche uno squat a Bordeaux ed uno a Parigi. Lì vivevano per lo più sudamericani, alcuni dei quali studenti universitari. Ed è molto facile creare una rete di contatti tra i vari centri, ed è facile sentirsi parte di una comunità. Credo che uno dei motivi per cui luoghi del genere sono nati sia anche questo: il ricostruire un senso comunitario che nell'alienazione della metropoli spesso si perde. In francia poi le funzioni comunitarie sono spesso rimesse allo stato, che funziona molto bene, ma rimane un'entità spesso fredda e lontana.

Dopo i dieci mesi francesi il master si è spostato in Ungheria, dove mi sono ritrovata in tutt'altra situazione, fra villaggi nei boschi e danze rom..."




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