martedì 19 febbraio 2013

Dipingere Berlino

...lasciandomi la S-bahn alle spalle mi incammino senza fretta e da Friedrichstrasse attraverso la Sprea e comincio a camminare verso est. C'è un piccolo viale alberato stretto tra edifici. Ogni tanto spunta un vicolo o un angolo che sembra si sia intrufolato di soppiatto e senza permesso in mezzo ai grandi edifici monumentali in stile neoclassico dell'ottocento i quali a loro volta sono affiancati da palazzi di vetro postmoderni. C'è un gusto nell'urbanistica che si ripete anche nell'arredamento. Sembra che le cose siano accostate a caso, messe lì. Cose vecchie, reperti di un'epoca punk mescolati con oggetti che da noi finirebbero alla discarica affiancati da design contemporaneo ed elementi neoclassici oppure decorazioni tipiche del nord Europa. L'interno di molte birrerie e addirittura di alcuni dei più famosi club non è differente. Niente viene gettato, eppure in questa disposizione apparentemente casuale di oggetti c'è molto gusto. La luce è sempre bassa e si crea un'atmosfera allo stesso tempo accogliente e vissuta. Non c'è niente di lucido e neppure di liscio, almeno dove sono entrato io.
  Un illustratore/pittore con cui ho parlato giorni fa dice che Berlino sembra una vecchia sdentata. Una ragazza italiana che è vissuta a Lisboa dice che Berlino a differenza di molte metropoli non ti soffoca, ma neppure ti abbraccia. Probabilmente hanno ragione entrambi.
  Generalmente è Parigi la città in cui si passeggia senza meta, guidati dalla magia della città. A Parigi nonostante la pioggia, c'è un romanticismo piuttosto ostentato che viene visto e sentito da tutti quasi subito. Camminare per Berlino ha un fascino molto diverso, più osseo e nascosto; e contemporaneamente si sente che sta succedendo qualcosa dentro qualche edificio poco addobbato, al riparo dal freddo e dalla luce.
 E' pieno di piccoli posti impensabili, temporanei e spesso nascosti.
 E' una città che non si può giudicare dal fuori.
 In linea di massima c'è la sensazione che l'apocalisse ci sia già stata e sia passata proprio da qui.

  Negli ultimi cent'anni è stato il laboratorio per eccellenza della modernità. Solamente qui in tutto il mondo si sono avvicendate le tra ideologie che hanno creato, nel bene e nel male, il mondo moderno: liberismo, fascismo e comunismo. Non c'è altro posto al mondo dove siano state applicate tutte le idee.



Comincia a farsi sera e decido di spostarmi in un quartiere dove ci siano locali più accoglienti, adatti all'ora del tramonto e scelgo di fermarmi a Ostkreuz. Sono le 6 ed è già notte mentre le luci delle bettole e delle birrerie si stanno accendendo. La zona che circonda Ostkreuz mi piace particolarmente. Le strade sono più piccole e gruppetti di gente comincia a dirigersi verso le porte dei locali. Cagliostro, Verbereck, Zebrano... entro qui. Colore rosso, tavolini molto bassi, bancone dove poter appoggiare la giacca. Vado in bagno e sembra il camerino buio di un teatro. E infatti accanto la porta del bagno c'è una porta con scritto "Theater". La apro e c'è un piccolo teatro e un altro bar. Non si sa mai cosa si nasconde dietro un bagno.

 Lo spettacolo è a pagamento e decido di rimanere al bar, e aspetto due ore, facendo quattro chiacchiere col barista, tentando di parlare in tedesco cosa difficile perché appena si accorge che non lo so  comincia a parlare in inglese. I minuti passano, la clientela cambia e decido che è il momento di muovermi verso Kreuzberg in cerca di un bancone dove possa anche fumare una sigaretta mentre bevo la birra...

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