Il 14 Settembre 2010 rimarrà una data tristemente storica per la capitale teutonica. Quel giorno infatti chiude lo storico Bar 25. Che vi piaccia o meno la vita notturna non c'è storia che descriva meglio questa città come quella del Bar 25. Come già spiegato in precedenza Berlino è e rimane una città vitale proprio perché si distrugge e si ricostruisce nuova continuamente. Tutto è un laboratorio temporaneo simbolo di un'epoca dove niente è per sempre, nulla è destinato a durare se non lo spirito a danno continuo della forma che perde di importanza. E proprio in una delle zone destinate a trasformarsi sulle rive della Sprea nella parte orientale della città 11 anni fa nasce il bar 25.
E' difficile definirlo perché come molte altre cose in questa città, nasce come locazione temporanea, in quanto tale sperimentale. Comprende un bar, un ristorante, un cinema e un piccolo albergo. In realtà il Bar 25 è un vero e proprio tempio della cultura afterhours. Non lo si può chiamare discoteca, anche se ha molte cose a che vedere con gli altri club berlinesi: si paga l'ingresso, sempre poco, e c'è una durissima selezione all'ingresso. La crew del Bar 25 era composta dai più interessanti dj della città. E' qui che vengono girate molte scene del famosissimo Berlin Calling. Di norma le "serate" duravano 72 ore ogni settimana, dal Venerdì al Lunedì mattina.
Dopo la sua chiusura ne venne fatto un film documentario di cui vi ripropongo una parte sottotitolata in inglese:
The only thing we have in common with the "real" world is the weather
Doveva prima o poi succedere che l'edilizia arrivasse anche lì facendo sgombrare la zona per costruire edifici commerciali. Ma come detto in precedenza la morte della forma non sempre ammazza lo spirito come scopro un sabato sera in un bar vicino al Watergate.
Sono proprio nel bel mezzo della zona urbana che preferisco, quella zona di confine dove Friedriechshain sfuma pian piano in Kreuzberg. Un gruppo di giovani turchi mi ferma per strada proprio mentre attraverso il ponte che porta al Watergate esigendo da me delle sigarette. Mi sa che hanno proprio sbagliato persona.
Kreuzberg è molto vivace e prima di lanciarmi dentro uno dei club più famosi della città decido di entrare in un bar per bere qualcosa. Si può fumare dentro e decido di concedermi un paio di birre seduto al bancone fumando sigarette, un piacere che in Italia non riprovo da molto tempo. Dopo un po' mi metto a parlare col barista che è peruviano e mi chiede dove vado stasera.
"Al Watergate"
"Non andare al Watergate, non fa per te, sei grandicello. Io comunque non ci andrei."
"E dove andresti tu?"
"Allo chalet, non è lontano, puoi arrivare a piedi da qui." Avevo già sentito parlare dello Chalet ma non ero ancora mai andato. A quanto pare il Watergate è per ragazzini. E va bene, seguirò il consiglio del peruviano. Mi dice anche che la selezione all'ingresso è a volte misteriosa.
Questa storia della selezione mi spaventa tutte la volte. Molti club infatti semplicemente non ti fanno entrare senza dare particolari spiegazioni, primo fra tutti il Panorama Bar. Non sembra esserci criterio. Un ragazzo tedesco giorni prima mi aveva spiegato la mentalità della selezione. Nei club berlinesi è quasi impossibile trovare buttafuori incazzati che gironzolano all'interno dei clubs: le risse vengono evitate con la selezione, quindi niente comitive chiassose ne gente potenzialmente rissosa. Inutile dire che gli italiani devono faticare per entrare. Ma a parte le comitive spesso anche se sei da solo non entri; a volte l'ingresso viene vietato persino alle coppiette. Il fatto è che una festa per essere bella ha bisogno dell'equilibrio giusto tra le persone, quindi si cerca di mantenere un numero possibilmente equo di maschi e femmine, di stranieri e residenti, di scoppiati e non. Insomma devi fare parte del gruppo e a volte diventa impossibile capire come presentarsi.
Lo chalet si trova vicino alla Sprea in un edificio ottocentesco accanto ad una stazione di benzina. Non è grande e per entrare bisogna bussare ad una porta di legno. All'ingresso aspettano con me un gruppo di ragazze australiane, tutte fighe con qualche amico. Il buttafuori apre la porta, assieme a lui c'è una donna. Già penso che non mi faranno entrare, non sono di bella presenza confronto agli altri, e invece fanno entrare soltanto me.
All'interno c'è un giardino che d'estate dev'essere molto bello e poi l'ingresso dell'edificio. E' già piuttosto tardi, e chiedo ad un cameriere quando chiudono.
" Forse lunedì" Ok direi che va bene, ho tempo....

2 commenti:
ciao.. ti seguo spesso... forse da masochisti perchè te sei in quella che io considero casa e io sono tornata tra i matti in Italia..
te lo dice una che ci ha vissuto più di 2 anni a Berlino, il watergate è stupendo... naturalmente nn bisogna andare a timbrare il cartellino alle 1 come in Italia ma dalle 5 in poi diventa una grande famiglia.. e non è da ragazzini anzi... io le serate più divertenti le ho fatte li dentro
Ciao Giulia! Beata te che hai vissuto qui due anni, io tra pochi giorni dovrò tornare... Lo so che è bello il Watergate, c'era M.A.N.D.Y giorni fa. Mi sono limitato a riportare il parere di un barista peruviano. Se hai delle storie che ti va di condividere su Berlino, o su qualsiasi altro posto del mondo mandamele che le pubblichiamo, mi piacerebbe che questo blog fosse sempre aperto, purtroppo non posso sempre viaggiare e sarebbe bello che anche altri collaborassero.
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